Gli emolumenti del titolare del Dap sono una ragione in più per chiedere l'abolizione dell’ergastolo

Centinaia di persone della società civile entrano nelle carceri di una trentina di città italiane per vedere con i loro occhi la situazione degli istituti di pena. Una situazione identica a quella degli anni scorsi. Perché serve concentrarsi sullo stipendio del capo del dipartimento della Amministrazione penitenziaria

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Oggi centinaia di persone, personalità, e personaggi, della società civile, entreranno nelle carceri di una trentina di città italiane, convocate da un’alleanza di associazioni che si curano della galera e del dettato dell’art.27 della Costituzione, per vedere coi propri occhi e toccare con le proprie mani la temperatura rovente di quelle case. L’iniziativa è stata preceduta e preparata dalle informazioni sempre più clamorose sulle condizioni scellerate in cui convivono detenuti, agenti penitenziari, e con loro e di loro zecche, cimici, topi, scarafaggi e altre creature senza speranza d’arca e di diluvio. L’arcivescovo di Milano, mons. Mario Delpini, ha anticipato a ieri la sua visita al minorile Beccaria, perché oggi avrebbe avuto un impegno ineludibile. Confidiamo negli arcivescovi e, per i casi disperatissimi, nei papi. E’ il nostro modo laico di raccomandare l’anima a Dio.
Stanco come sono di ripronunciare frasi fatte e parole strafatte - inferno, vergogna, scandalo, inumano, materassi, refusi di materassi, suicidi, autolesionismi, ferri battuti, affollamento, sovraffollamento, sovrasovraffollamento... - dedico il mio spazio di oggi a una notizia anch’essa scontata, ma che merita un’attenzione sempre rinnovata. La copio, per sgombrare il campo da qualunque sospetto di parzialità, da una pagina della Polizia penitenziaria. Riguarda gli emolumenti del titolare del Dap, il dipartimento della Amministrazione penitenziaria, che è anche capo della Polizia penitenziaria, nella maggioranza dei casi senza averne alcuna competenza. Costui, chiunque fosse, prima che venisse fissato un tetto alle retribuzioni dei pubblici dipendenti - corrispondente allo stipendio del Primo presidente di Cassazione - guadagnava fino a 500 mila euro all’anno. Ora lo stipendio tocca i 320 mila euro all’anno. Ma il punto non è qui: chi occupa quel posto e riceve quello stipendio, lo manterrà per tutta la vita. Poiché “la durata media dell’incarico non supera i due anni - dal 1991 ad oggi abbiamo avuto 12 capi dipartimento più tre reggenti - sono stati tutti beneficiari vita natural durante dell’indennità speciale”.
Vita natural durante. Per dirla nel gergo penitenziario, appena adattato: Fine Indennità Mai. Un ergastolo. Sto forse cedendo alla demagogia, all’invidia dei guadagni altrui? Ma no: semplicemente, continuo a essere favorevole all’abolizione dell’ergastolo.