di Annalena Benini
•
Emanuele Trevi e le nostre tante vite
Il libro che ha vinto il Premio Strega ci mostra qual è la parte di noi che non soccombe. Storie di individui che hanno mentito, sofferto, riso, litigato, cercato la bellezza, e che hanno camminato insieme e mandato messaggi vocali quando non riuscivano più a scrivere
di
9 JUL 21
Ultimo aggiornamento: 06:56 PM

Ogni volta che siamo colpiti da un’immagine della bellezza e della dignità umana, è sempre all’opera una discriminazione riuscita tra il futile e l’essenziale, e dunque il senso di una parte di noi che non soccombe, non si lascia trascinare via da nulla, è la sovrana di se stessa.
Emanuele Trevi, “Due vite”, Premio Strega 2021
(Neri Pozza, 144 pp.)
Emanuele Trevi, “Due vite”, Premio Strega 2021
(Neri Pozza, 144 pp.)
E’ la storia di un’amicizia, con i rimorsi che trascina con sé, ed è la vita degli amici che hanno perso il respiro ma non l’esistenza perché continuano a vivere nelle parole e nella mente di chi li ha amati. I momenti irripetibili passati insieme, ma anche le distrazioni e l’assenza, e poi il futile in cui germoglia l’essenziale. L’euforia di certi pomeriggi a Roma, quando “la vita pareva ancora nasconderci qualche promettente segreto”.
Questo è un libro sul tempo, che si vince scrivendo, andando avanti e indietro in un racconto di sé che non si può fare mentre si vive, perché ha bisogno di distanza e anche di un punto preciso dal quale mettersi a guardare e a ricomporre non solo la vita insieme, ma anche la vita senza di loro: senza Rocco Carbone e Pia Pera, due scrittori, due persone realmente vissute, che hanno lasciato tracce e che sono scomparse troppo presto, ma anche due personaggi creati da questo modo intimo che ha Emanuele Trevi di fare letteratura. Partire da sé, dalla vita reale, e muoversi nel giardino di Pia Pera e nei rancorosi tormenti di Rocco Carbone, muoversi anche nei sogni e decidere di rinunciare a qualche ricordo, a qualche messaggio e fotografia per costruire non un documento e non un saggio (anche “Due vite” si trova nella classifica della saggistica), non un’elegia e non un romanzo, ma un libro che tiene insieme tutte queste cose, con libertà poetica e con fedeltà alla scelta delle parole. Grazie a questa libertà, chi legge viene trascinato nell’intimità con due sconosciuti (non tutti hanno incontrato Pia Pera e Rocco Carbone, non tutti hanno letto i loro libri) e con quell’intimità inevitabilmente arriva a costruire uno specchio di sé e del proprio sentimento o fallimento di amicizia. Ciascuno cerca il proprio Rocco Carbone. Ciascuno misura fra loro l’amicizia e l’amore. Ciascuno conta le futilità e le dimenticanze, e anche l’orrore per il decoro.
Ma Trevi ci ha già messo in guardia: “Ahimè tutti questi specchi che ci offre la letteratura sono deformanti come quelli del luna park, ci rendono inverosimilmente smilzi o obesi convincendoci a riconoscerci nella deformazione. Non dico solo nei libri, ma nell’universo non c’è nulla che davvero ci assomigli, noi stessi non ci assomigliamo, e ogni forma di identificazione non è, in fin dei conti, che il casuale sovrapporsi di ombre fuggitive”. Smilzi o obesi, il libro di Emanuele Trevi è riuscito però a incantarci dentro la comune appartenenza a storie di individui che hanno mentito, sofferto, riso, litigato, cercato la bellezza, e che hanno camminato insieme e mandato messaggi vocali quando non riuscivano più a scrivere. E’ questa, dunque, la parte di noi che non soccombe. Strettamente legata allo stare nel mondo. La felicità è un’altra cosa, dice l’esergo di Cristina Campo: “Quanto ad esser felici, questo è / il terribilmente difficile, estenuante”.
Di più su questi argomenti:
Annalena Benini, nata a Ferrara nel 1975, vive a Roma. Giornalista e scrittrice, è al Foglio dal 2001 e scrive di cultura, persone, storie. Dirige Review, la rivista mensile del Foglio. La rubrica di libri Lettere rubate esce ogni sabato, l’inserto Il Figlio esce ogni venerdì ed è anche un podcast. Ha scritto e condotto il programma tivù “Romanzo italiano” per Rai3. Il suo ultimo libro è “I racconti delle donne”. E’ sposata e ha due figli.