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Innamorato fisso •
È una ghiandola
Sul tram a Milano andando al dormitorio. Manicomi chiusi e comunisti in casa

Intanto che andavo al dormitorio sul tram a Milano c’era un signore della mia età che ripeteva: “È una ghiandola”. Dopo 10-12 volte gli faccio: “Scusi ma che tipo di ghiandole?”. Lui: “È una ghiandola!”. Una signora mi fa: “Lei non mi sembra tanto normale!”. Io: “Scusi, perché?”. Signora: “Ma cosa si rivolge a quel poveretto. Non vede che è una vittima della chiusura dei manicomi?”. Io: “Ha ragione. Andavano tenuti in piedi, anche per dare lavoro ai dipendenti”. Intanto il matto: “È una ghiandola”. Io: “Scusi, ma lei come fa a sapere che il matto fa riferimento a questo?”. Il giovane: “Penso di essere convinto”. Io: “Sì, ha ragione. Scendo, sono arrivato”. La signora: “Dove va di bello?”. Io: “In Comune a lamentarmi”. Il giovane: “Per cosa?”. Io: “Vogliono buttarmi fuori da casa mia perché non sono comunista”. Il giovane: “Sì, fanno così di solito”.
Nato a Milano il 20 maggio 1961. Vero nome: Carlo Barcellesi. Diplomato terza media presso Camera del Lavoro di Milano nel 1985, corso serale a numero chiuso. Dopo il militare lavora come sguattero in un hotel. Nel 1987 arriva ultimo a “Riso in Italy”, concorso importante a Roma per giovani. Fa ricorso e vince. Ha uno sfratto ma non riconosce la sentenza. Collabora con il Foglio dal 1986 grazie al direttore Giuliano Ferrara. E' fidanzato con Monica.
