La “battuta” di Spinoza, un caso così disperato che ha bisogno di un principe del foro

Il collettivo satirico scherza sugli israeliani alle urne e sugli ebrei morti nella Shoah. E a chi si affretta a spiegare che l’antisemitismo è soltanto un’accusa usata per mettere a tacere le critiche, Dara Horn ricorda un precedente illuminante

29 OTT 26
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(Foto Getty)

Ieri mattina Spinoza, umorista collettivo che si è scelto il nome del più grande filosofo ebreo, ha pubblicato questa battuta, se così vogliamo chiamarla: “Israele, oltre cinque milioni alle urne. Imbattuto il record del ’45”. Già sento nelle orecchie il ronzio dei tetrapiloctomisti (gli spaccatori del capello in quattro, secondo la formula di Umberto Eco) che accorrono in sciame ovunque ci sia un indifendibile da difendere: non è mica una battuta antisemita, e poi dovete smetterla di brandire l’accusa di antisemitismo come un’arma per zittire il dissenso (l’idiot savant di turno preferirà la formula inglese: weaponizing). Non per togliere il lavoro a questi avvocati delle cause perse, ma un caso così disperato ha bisogno di un principe del foro. Qualcuno, per esempio, che abbia già dimostrato di saper vincere cause simili in passato. Un precedente utile l’ho trovato nell’ultimo formidabile libro della scrittrice americana Dara Horn, dal titolo – non privo di humour nero – The Final Solution to the Jewish Question, pubblicato il mese scorso da Simon & Schuster: “In una conferenza tenuta nell’aprile del 2023, lo storico David Nirenberg ha presentato l’esempio di un attivista con un vasto seguito, la cui retorica provocatoria era stata accolta con accuse di antisemitismo. L’attivista, ha detto Nirenberg, sottolineò che l’antisemitismo ‘era semplicemente un’accusa che gli ebrei usavano per mettere a tacere le critiche e soffocare la libertà di espressione’. Intentò cause per diffamazione contro i giornali che lo avevano accusato di antisemitismo e le vinse. È una sfortuna per chi oggi sostiene questa tesi che quell’attivista si chiamasse Adolf Hitler”. A pensarci bene, sarebbe il nome perfetto – altro che Spinoza – per un gruppo di umoristi che trova così irresistibile far la conta degli israeliani vivi e degli ebrei morti.