Viviamo in una sterminata ora di ricreazione

Gli adulti sono fuggiti dall’aula, e stanno scappando anche dalla sala professori (l’Europa) e dalla scuola (l’America): la cronaca di questi giorni

23 OTT 26
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Foto ANSA

E’ un lungo doposbornia di surrealismo ideologico, un paesaggio allucinato di orologi molli e giraffe in fiamme. I Black Fridays For Future dei sedicenni hanno dato alla testa agli adulti: agli Ermanno Catenacci che invocano i carri armati nelle strade, ai compagni Folagra che salutano nella rude razza pagana dei maranza il nuovo soggetto rivoluzionario, ai Don Alfio che si prodigano per ascoltare giovani che non hanno nessuna voglia di parlare con loro. Per non soccombere a queste sirene mi tengo stretto al mio albero maestro: la Smemoranda di quand’ero liceale anch’io. Ritrovo una vecchia intervista a Marco Pannella: “Se un sedicenne sta per bucarsi e Andreotti gli dice ‘non lo fare’, lui corre a infilarsi l’ago in vena. Se glielo dice Berlinguer, idem. Se glielo dico io, almeno aspetta mezz’ora”. C’è oggi qualcuno in grado di guadagnarsi quella mezz’ora? Ne dubito.
Gli adulti sono fuggiti dall’aula, e stanno scappando anche dalla sala professori (l’Europa) e dalla scuola (l’America). È una sterminata ora di ricreazione. Giro pagina. C’è un’intervista a Werner Herzog su un suo film del 1970, Anche i nani hanno cominciato da piccoli: “Molti rappresentanti ultra-zelanti della sinistra mi hanno detto che il film era fascista perché mostrava una rivolta di nani ridicola e fallimentare. (…) Ho spiegato a quegli agitatori che il film non aveva assolutamente nulla a che vedere con i movimenti del Sessantotto, che erano accecati dallo zelo ideologico e che se avessero visto il film vent’anni dopo vi avrebbero trovato una rappresentazione più veritiera di quanto avvenuto nel Sessantotto rispetto a quella offerta da molti altri film. Penso che ciò li abbia irritati ancora di più”. Il film, infatti, non parla di una rivolta contro i tutori autoritari di un collegio, come Zero in condotta di Jean Vigo. Parla di un carnevale vandalico che scoppia in un istituto di nani proprio perché il direttore se n’è andato. Ma il direttore è a sua volta un nano. Ed è un nano pure il maestro, che perde la trebisonda e si mette a litigare con un tronco d’albero. E’ la cronaca di questi giorni.