L'Italia, il paese del mandolino

Eravamo già famosi per la litigiosità, il paese del “mi faccia causa”, ma ad accenderla era di solito un pretesto reale, ancorché minimo. Ormai il battibecco e la realtà hanno completato il divorzio, e vivono in appartamenti separati

14 OTT 26
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Foto Ansa

Gli italiani non cavano mai un ragno dal buco perché passano tutto il tempo a suonare il mandolino. Non è uno stereotipo etnico, è la pura verità: basta intendersi su cosa sia il mandolino. Torniamo a un campeggio di cinquant’anni fa, sul lago di Bracciano. E’ notte fonda, e Fantozzi e Filini cercano di piantare una tenda. Fantozzi rovescia a terra una sacca piena di paletti metallici, facendo un baccano infernale. Gli altri campeggianti, naturalmente nordeuropei, si svegliano di soprassalto e cominciano a inveire: “Italiani sempre rumore, sempre cantare chitarra mandolino!”; “Noi tedeschi, no italiani mandolino!”. Ovviamente non c’è nessun mandolino nei paraggi. Ma a forza di sentirlo evocare con tanta foga, anche Filini soccombe al miraggio sonoro e rimprovera Fantozzi: “Zitto! La smetta con quel mandolino, altrimenti ci cacciano”.
Lo schema si applica al novanta per cento dei dibattiti nazionali. Mesi a strimpellare sulla “sottoposizione del pm all’esecutivo”, un mandolino che nella riforma Nordio proprio non c’era; o sulla “criminalizzazione del dissenso” voluta dal ddl Antisemitismo, altro cordofono inesistente; e l’elenco potrebbe proseguire a piacimento con leggi bavaglio immaginarie, decreti svuota-carceri immaginari, neoliberismi immaginari, bibbiani immaginari, wokismi immaginari, trattative immaginarie, scandali uruguaiani immaginari. Eravamo già famosi per la litigiosità – il paese del “mi faccia causa” – ma ad accenderla era di solito un pretesto reale, ancorché minimo: un tamponamento, un sorpasso piratesco, un parcheggio selvaggio. Ormai il battibecco e la realtà hanno completato il divorzio, e vivono in appartamenti separati. Dal piano di sopra arrivano gli echi di battaglie canore melodrammatiche, accompagnate da un mandolino fantasma. La realtà si rigira nel letto, ogni tanto picchia sul soffitto con un manico di scopa, ma nessuno la sente. Prima o poi ci intimerà di smetterla con quel mandolino. E lo farà con le cattive.