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Il padre della definizione Ihra e le frasi contro Israele di chi l'ha intervistato
“Se Israele intende fare scoppiare una guerra pesante con l’Iran, talmente sadici e perversi sono che la faranno durante i giorni di Natale”, ha scritto Federica D’Alessio, direttrice di Kritica. Chissà se Kenneth Stern avrebbe accettato di farsi intervistare dall’autrice di frasi che lui considera antisemite
8 OTT 26

Foto ANSA
Lunedì uno dei padri dell’ormai famigerata definizione Ihra dell’antisemitismo, Kenneth Stern, è stato ospite di una diretta su X del canale Officine Shay. A condurre l’intervista era Federica D’Alessio, direttrice di Kritica. Tutta la galassia propal la sta diffondendo. Lo faccio anch’io, perché è piena di risposte interessanti. C’è un problema, però. Dice Stern che “una parte dell’antisionismo è antisemitismo, quando si utilizzano i classici stereotipi sugli ebrei e li si applicano a Israele”. Faccio un esempio: alla vigilia del 7 ottobre Floris ha scelto di ospitare Di Battista, il quale ha detto che l’antisemitismo lo fa “vomitare”, rivendicando però il suo diritto a dirsi antisionista. E sia. Peccato solo che abbia il vizio di chiamare gli israeliani “bestie di Satana”, adattando allo Stato ebraico uno stereotipo che risale addirittura al Nuovo Testamento, almeno per come lo fraintendono gli antisemiti (la “sinagoga di Satana” dell’Apocalisse). Oppure: un ritornello dell’antigiudaismo ellenistico (lo si trova in Posidonio di Apamea, in Lisimaco, in Diodoro Siculo), arrivato fino a noi grazie a un passaparola bimillenario, vuole che gli ebrei siano animati dall’odio verso il genere umano: essi nutrono adversus omnis alios hostile odium, scriverà poi Tacito.
Cosa penserebbe Stern se qualcuno, che magari non conosce la fonte di queste malignità, sostenesse che “Israele è mosso dall’odio depravato per tutta l’umanità”? Un altro motivo del tardo paganesimo, che l’antigiudaismo cristiano invelenirà con qualche tocco originale, dice che gli ebrei, empi e sacrileghi, odiano le altre religioni e quando possono ne distruggono i templi. Ora, immaginiamo di leggere che “se Israele intende fare scoppiare una guerra pesante con l’Iran, talmente sadici e perversi sono che la faranno durante i giorni di Natale”, per oltraggiare i cristiani e pure i musulmani, per i quali è “giorno benedetto”; o ancora, che gli israeliani – falsi e simulatori, come l’ebreo di uno stereotipo antico almeno quanto la patristica – “sanno perfettamente di essere impostori in una terra che non è la loro”, e perciò, “dopo aver sterminato tutti i palestinesi” procederanno con “tutti quelli che nominano la Palestina”, per paura che svelino il loro inganno. Ebbene, sono tutte citazioni letterali della direttrice di Kritica. Chissà se, conoscendole, Stern avrebbe accettato di farsi intervistare dall’autrice di frasi che lui, non io, considera antisemite.