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Il Bi e il Ba •
Dov’è il cuore dello stato, dov’è il suo tesoro?
Ogni minuto, per risarcire le vittime di errori giudiziari e soprattutto per indennizzare quelle di ingiusta detenzione, escono dalle casse dell’erario cinquantasette euro. Ma il massimo che fa lo stato è tamponare un poco l’emorragia e lo fa, come se non bastasse, a spese delle vittime della malagiustizia
3 OTT 26

Foto di Pawel Czerwinski su Unsplash
Là dov’è il tuo tesoro, sarà anche il tuo cuore. Si può leggere al contrario: là dov’è il tuo cuore, sarà anche il tuo tesoro. L’importante – e non serve essere raffinati esegeti biblici per capirlo – è non prendere il precetto evangelico alla lettera; insomma, non dare per scontato che il tesoro sia uno scrigno di zecchini d’oro. Il tesoro, semmai, è la costante sulla quale non siamo disposti a negoziare, il valore supremo che impone di ricalcolare tutti gli altri parametri. Leggo su “Innocenti in manette”, la preziosa newsletter curata da Benedetto Lattanzi e Valentino Maimone, che ogni minuto, per risarcire le vittime di errori giudiziari e soprattutto per indennizzare quelle di ingiusta detenzione, escono dalle casse dell’erario cinquantasette euro: “Vuol dire che quando sarete arrivati in fondo a questo post, lo Stato avrà già pagato circa trecentotrenta euro. O che dalla mattina appena svegli fino al momento in cui andrete a dormire, ne avrà sborsati almeno altri cinquantaseimila”.
L’emorragia finanziaria va avanti a questo ritmo da ben trentacinque anni. Se il cuore dello Stato (non prendetemi per brigatista, mi raccomando) stesse là dov’è il tesoro, inteso come ministero, si sforzerebbe di arrestare il flusso. Come? Per esempio, facendo di tutto perché il carcere diventi davvero, come dovrebbe essere, una extrema ratio, una misura da scegliere solo quando tutte le altre vie si siano rivelate impraticabili. Invece, lo Stato italiano accetta di dissanguarsi. Il massimo che fa è tamponare un poco l’emorragia; e lo fa, come se non bastasse, a spese delle vittime della malagiustizia. Decurta gli indennizzi, calcola al ribasso i risarcimenti, o trova le giustificazioni più inverosimili per non pagarli affatto. Dov’è, dunque, il cuore dello Stato, dov’è il suo tesoro? È al sicuro, sotto chiave, nelle gabbie. Non accumulate tesori sulla terra, e non ammassate presunti innocenti dietro le sbarre, dove la tignola e la ruggine consumano, per non parlare delle cimici.