Otto Weininger, grande croupier nel casinò del pensiero umano

Il filosofo viennese morto suicida a 23 anni nel 1903 oggi icompare al centro delle guerre culturali contemporanee, ispirando sia la metafisica del gender, sia gli incel e la manosfera

29 AGO 26
Immagine di Otto Weininger, grande croupier nel casinò del pensiero umano

Otto Weininger, via Wikipedia

Nel grande casinò del pensiero umano (mi raccomando l’accento) ogni tanto si presenta, in incognito, un croupier molto speciale. Non porta il gilet e il farfallino, ma presto ci si accorge che è più di un comune giocatore: è l’uomo che governa il banco e dà le carte che gli altri caleranno sul tavolo verde. È esasperante parlare di figure come la sua nei termini di una semplice influenza sui contemporanei (ed eventualmente sui posteri): si finirà per constatare che il pensatore-croupier ha anticipato più o meno tutte le idee, che è come dire nessuna. Il grande mazziere dell’Ottocento fu Hegel; il tavolo da gioco del Novecento, invece, era stato preparato a fine secolo da un baffuto croupier di nome Nietzsche. Ma il casinò è grande, e un cartaio solo non basta. Tra i croupier minori sta senz’altro Otto Weininger, il filosofo ebreo viennese morto suicida a ventitré anni nel 1903. Ci pensavo leggendo l’edizione aggiornata di un ricchissimo libro di Alberto Cavaglion, La filosofia del pressappoco (Bibliotheka edizioni), dedicato appunto alla fortuna di Weininger. Il libro è del 1982, ma nella nuova premessa Cavaglion spiega perché il filosofo di Sesso e carattere, teorico dell’Uomo assoluto e della Donna assoluta, continua a dare le carte: “Da quando la ‘metafisica del gender’ ha iniziato a dilagare anche in Europa”, scrive Cavaglion, “Weininger ha cessato di essere un reperto archeologico”. D’altro canto, certe idee di Weininger sembrano presiedere anche alle speculazioni ultra-maschiliste degli incel, e il filosofo è stato nominato “padrino della manosfera”. La rivista UnHerd, che Cavaglion cita, lo ha descritto come l’incontro tra Judith Butler e Bronze Age Pervert (pseudonimo di un ideologo della alt-right che coltiva un ideale di virilità omerica associato all’età del bronzo). Ebbene, quando un filosofo rivive su entrambi i fronti di una guerra culturale – per giunta nelle loro avanguardie più radicali –, quando gli si può far dire tutto e il contrario di tutto, possiamo star certi: abbiamo stanato un croupier.