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I giovani più istruiti sono attratti dalla demagogia? Il solito paradosso
Dal M5s del 2018 alla copertina del settimanale francese Le Point. Se un sistema fa promesse esorbitanti e sistematicamente non le mantiene, la conseguenza più comune non è la presa d’atto della realtà, ma è il prestar fede a chi fa promesse ancora più esorbitanti
29 LUG 26

Foto ANSA
Proletaroidi di tutto il mondo, unitevi! Altro che secolo breve, il Novecento non vuol saperne di finire. Il settimanale francese Le Point dedica la sua ultima copertina al “risentimento dei diplomati”, cercando di spiegarsi il paradosso per cui i giovani più istruiti sono attratti dalla demagogia grossolana della France Insoumise di Jean-Luc Mélenchon. La maggioranza degli osservatori, si legge nel servizio di copertina, sembra convergere su una spiegazione che lega declassamento, risentimento e voto radicale: “Questa adesione è spesso il risultato della frustrazione di una generazione di giovani diplomati disoccupati o costretti a occupare dei posti per i quali sono largamente sovraqualificati”. Accanto agli studi francesi, il settimanale conservatore cita qualche libro americano recente: The Mutiny di Noam Scheiber, giornalista del New York Times, sulla “rivolta della classe lavoratrice universitaria” e End Times dello scienziato della complessità Peter Turchin, dedicato alla “sovrapproduzione delle élite”. Qui in Italia dovremmo aggiungere almeno un titolo, Teoria della classe disagiata di Raffaele Alberto Ventura.
E’ uno schema ricorrente, tutt’altro che inedito, noto da più di un secolo ai sociologi, specie a quelli dei movimenti rivoluzionari. Sotto diversi cieli e con diverse sfumature, li si è chiamati déclassés, intellettuali proletaroidi, spostati, raznočincy, membri del cognitariat, e di certo ne dimentico qualcuna. Senza pretendere di farne una legge generale, il meno che si possa dire è che è imprudente, per qualunque società, produrre in serie persone destinate a veder frustrate le proprie aspettative. Se un sistema fa promesse esorbitanti e sistematicamente non le mantiene, la conseguenza più comune non è la presa d’atto della realtà; è il prestar fede a chi fa promesse ancora più esorbitanti. Non dimentichiamo che nel 2018 il Movimento 5 stelle – vertice ineguagliato di analfabetismo, spese folli e demagogia irresponsabile – fu il partito più votato dai laureati.