Il cinema poliziottesco degli anni Settanta è la vera fonte culturale della destra di governo e della sua stampa

Dopo Belpietro, che ha scritto che Roggero non otterrà la grazia perché è solo un “borghese piccolo piccolo”, per spiegare la vicenda del gioielliere vedremo ripescare altri titoli di vecchi film, come “Il cittadino si ribella” o “L’uomo della strada fa giustizia”

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Foto Ansa

L’inconscio cinematografico comincia a manifestarsi a fior di pagina. Ieri Belpietro ha scritto che Mario Roggero non otterrà la grazia perché è solo un “borghese piccolo piccolo” – dunque è come il Sordi dell’omonimo film di Monicelli, che sequestra e tortura a morte l’assassino del figlio temendo che la legge sia troppo morbida. Ancora un passo, e dalla commedia nera risaliremo alla vera fonte culturale della destra di governo e della sua stampa: il cinema poliziottesco degli anni Settanta. Vedremo allora ripescare, senza che sia necessario cambiare una lettera, altri titoli di vecchi film, come “Il cittadino si ribella” o “L’uomo della strada fa giustizia”. Tutta la vicenda ruota intorno all’antica formula inglese to take the law into one’s own hands, prendere la legge nelle proprie mani. Ma non descrive solo il gioielliere Roggero. Vale anche per il ministro Nordio, che ha provato a sfilare la Beretta del potere di grazia dalla fondina del presidente della Repubblica e a impugnarla come se fosse sua. Intendiamoci, Nordio sapeva benissimo che sarebbe stato richiamato all’ordine: voglio sperare che la sua fosse una trovata propagandistica, esattamente come l’impeachment di Di Maio e Casalino nel 2018.
I grillini dovevano allora inventarsi qualcosa per non farsi scavalcare da Salvini, e lo stesso deve fare oggi Nordio, con l’aggravante che Salvini, a sua volta, si affanna a tener testa a Vannacci (il loro film è “Il trucido e lo sbirro”). Queste rodomontate istituzionali sono dunque senza conseguenze? Nell’immediato può sembrare di sì: l’Italia gioca con la sua grammatica civile almeno dai tempi della dichiarazione d’indipendenza della Padania, addì 1996, e siamo ancora più o meno tutti vivi. A preoccuparmi, però, è il lungo periodo. Perché le sceneggiature, a forza di essere recitate per scherzo, finiscono per trovare un interprete che le prende alla lettera. E quando un malintenzionato, nella distrazione generale, prenderà la legge nelle proprie mani, non è detto che ci sia nei paraggi un Mattarella.