Gaza e mafia. Gli ibridi connubi che si incontrano a Palermo

Dal 17 al 19 luglio, nel capoluogo siciliano, oltre a Francesca Albanese ci saranno anche i capifamiglia del campo largo Conte e Schlein per le commemorazioni di Paolo Borsellino. All eyes on Palermo

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Foto Ansa

All eyes on Palermo, dove domenica Francesca Albanese, in un mistico sventolìo di agende rosse, interverrà via video alle commemorazioni di Paolo Borsellino, accanto all’ufologo con le stimmate Giorgio Bongiovanni, direttore di Antimafia Duemila. Sarà un momento importante. No, non sono sarcastico, e farò del mio meglio per convincere anche voi. Il triduo del 17-19 luglio è il momento in cui, tradizionalmente, l’antimafia devozionale palermitana mostra la sua ospitalità sincretistica e amalgama nei suoi riti i culti minori, ossia gli altri temi e le altre campagne che in quell’anno hanno infiammato i fedeli. Stavolta, però, ha deciso di accogliere nelle sue celebrazioni la missionaria di una religione altrettanto potente, forse più potente, quella palestinista. Quale dei due culti annetterà l’altro?
Dovremo tenere gli occhi bene aperti, tanto più che alla messa di stasera, 17 luglio, saranno presenti e officianti i capifamiglia del campo largo Conte e Schlein. Qualche indizio per orientarsi lo ha fornito sul Dubbio l’ottimo Damiano Aliprandi, che ha ricostruito i primi abboccamenti diplomatici, le prime occasioni di dialogo interreligioso. Da una parte c’è Nino Di Matteo che a giugno, a Villa Trabia, ha presentato “La luce del risveglio”, il libro di Francesca Albanese; dall’altra c’è il contattato Bongiovanni che su Antimafia Duemila – l’organo ufficioso della Procura di Palermo, come volle definirlo Antonio Ingroia – denuncia la “mafia di Israele” (Gaza nostra), incolpa il sionismo mondiale che tiene in mano le banche e firma titoli come “Il governo nazista di Israele che uccide Gesù bambino”. Il dilemma teopolitico è decisivo. Si tratta infatti di capire se è la mafia siciliana a protendere i suoi tentacoli fino a Gaza o se è l’altra piovra, quella sionista, a dirigere l’intreccio masso-mafioso che, nelle dottrine escatologiche della “versione italiana dei QAnon americani” (cito sempre Aliprandi), rappresenta l’Anticristo in sembianze di Antistato. Occhi puntati sul concilio di Palermo, quindi: ne vedremo, di ibridi connubi.