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I refusi vanno presi sul serio
Dal celebre errore giudiziario su Enzo Tortora al carcere toscano di Sollicciano oggi, basta una piccola svista per stravolgere il senso di una frase. Anche quando il contenuto è già assurdo di per sé

Foto Getty
Hai provato a spegnere e riaccendere? Secondo una delle tante leggende sul Golem, l’omone si animava magicamente incidendogli sulla fronte la parola emet, verità, e tornava a essere un inerte blocco d’argilla quando si grattava via l’aleph iniziale, lasciandolo così met, morto. Una singola lettera può dunque marcare la differenza tra la vita e la morte, tra la salvezza e la dannazione, e questo non vale solo nella cabala. Reinaldo Arenas, scrittore cubano omosessuale perseguitato dal regime di Fidel Castro, riuscì ad aggiungersi all’esodo di Mariel, nel 1980, cambiando sui documenti il suo cognome in Arinas, e si rifugiò in Florida. Enzo Tortora, al contrario, fu rinchiuso a Regina Coeli perché un carabiniere aveva trascritto male, da un’agendina, il cognome Tortona. Per tacere dei latistanti del nostro caro Gratteri, trasformati per magia in latitanti. Insomma, i refusi vanno presi sul serio.
In Toscana, il Provveditorato regionale dell’amministrazione penitenziaria aveva invitato i direttori degli istituti a piazzare dei materassi sui pavimenti delle celle per accogliere i nuovi arrivati, con particolare riferimento al carcere straripante di Sollicciano. La nota ha fatto rizzare i capelli a chiunque avesse a cuore i diritti dei detenuti, e il diritto in generale. Contrordine: una nuova comunicazione fa sapere che la nota originaria suonava abominevole “causa refuso che ne ha determinato un’equivoca interpretazione”. Pedante come sono, ho ripescato il passo incriminato – “in via estrema, per quanto assolutamente provvisoria, la collocazione di brande o materassi a terra” – e l’ho dato in pasto all’intelligenza artificiale affinché, operando tutte le sottrazioni e sostituzioni cabalistiche del caso, mi aiutasse a capire quale fosse l’aleph manomesso. Ebbene, i refusi plausibili conducevano tutti a soluzioni insensate o altrettanto inumane. Alla fine, ho optato per questa: non erano brande e materassi, ma brandy e maritozzi. Non dubito che i detenuti apprezzeranno. Però, fatevelo dire, servirli a terra è antiigienico.