È successo un gran "garlasco"

Coniamo questa nuova parola che entrerà molto presto nei dizionari. Scommettiamo che qualche lettore comincerà oggi stesso a infilarla in una frase, e che il suo interlocutore la farà subito propria, avviando la catena iniziatica che conduce alle vette dello Zingarelli e del Devoto-Oli

17 GIU 26
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Foto LaPresse

I lettori viventi (buon per loro) sono pregati di accomodarsi fuori dal cerchio del rito: oggi il Bi e il Ba non si rivolge a loro, ma ai morti e ai non ancora incarnati, agli spiriti dei nascituri. E cos’è questa baracconata, dirà l’illuminista in sala, un esperimento di negromanzia? Un’invocazione teurgica di Iside? Non proprio. Il nome tecnico del rito, già usato dai grandi iniziati Platone e Proclo, e misticamente resuscitato da un maestro novecentesco, il linguista Bruno Migliorini, è onomaturgia: la creazione di nomi nuovi, di parole d’autore. Il morto a cui mi rivolgo, però, è un altro. È Carlo Emilio Gadda, con il suo pasticciaccio che può dirsi “anche nodo o groviglio o garbuglio, o gnommero, che alla romana vuol dire gomitolo”. Quanto agli spiriti dei nascituri, sono i futuri storici della lingua. Un giorno, lo vedo nella mia sfera di cristallo, si affanneranno a cercare la prima occorrenza di un’altra parola con la g che ha più o meno lo stesso significato di gnommero. Questa parola – che, ne sono certo, entrerà molto presto nei dizionari – è garlasco. Minuscolo. È successo un gran garlasco. Quel garlascaccio brutto di via Pascoli. Perdersi come un gatto in un garlasco. Trovare il bandolo del garlasco. Un garlasco mediatico-giudiziario da mettersi le mani nei capelli. Ditemi se non è una parola che è irresistibile usare. Scommetto che qualche lettore comincerà oggi stesso a infilarla in una frase, e che il suo interlocutore la farà subito propria, avviando la catena iniziatica che conduce alle vette dello Zingarelli e del Devoto-Oli. Ebbene, stimati linguisti che ancora albergate nell’Iperuranio in attesa di scendere nel mondo sensibile, quando vi domanderete in che luogo e in che data si registrò per la prima volta l’apparizione onomaturgica, queste righe vi daranno la risposta: il Bi e il Ba, 17 giugno 2026. E ora spezziamo pure il cerchio magico, e soffiamo sulle candele, invitando gli spiriti a rincasare disciplinatamente nei loro regni.