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di Guido Vitiello

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Il Bi e il Ba

Il mistero dei Doppelgänger del populismo intellettuale

Nonostante l'invito congiunto a "Otto e mezzo", nessuno ha mai visto Tomaso Montanari e Sigfrido Ranucci nella stessa stanza

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10 APR 26
Ultimo aggiornamento: 09:58 AM
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Foto LaPresse

Alla fine è questione di palloncini gonfiati. C’è una battuta che circola da anni: nessuno ha mai visto Tomaso Montanari e Sigfrido Ranucci insieme. Coincidenze? Io non credo. In effetti i due si somigliano come gemelli omozigoti. Per fortuna il 7 aprile Lilli Gruber ha finalmente condotto l’esperimento che tutta la comunità scientifica aspettava: ha invitato entrambi i Menecmi a Otto e mezzo. La diatriba a questo punto potrebbe sembrare conclusa, sennonché l’esperimento aveva una piccola falla di progettazione: il reporter era in studio, il rettore in collegamento. Dunque, a rigore, Montanari e Ranucci non condividevano lo stesso spazio fisico, e questo lascia aperto uno spiraglio per continuare ad alimentare paranoie cospirative. L’empirista che è in me, però, non voleva rassegnarsi al verdetto incerto. Così, per tagliare la testa al toro, ho deciso di compiere due esperimenti ulteriori.
Ho guardato qualche minuto della puntata di Otto e mezzo togliendo l’audio, e c’è stato poco da fare: vedevo la stessa persona, con la differenza trascurabile degli occhiali – un dettaglio da “Aguzzate la vista”. Così ho invertito i fattori dell’esperimento: ho rimesso su l’audio e ho chiuso gli occhi. Ecco cosa ho ascoltato: Montanari televendeva un suo fatuo libricino appena uscito usando argomenti schematici e un po’ fumettistici, da populista intellettuale; Ranucci, al contrario, televendeva un suo fatuo libricino appena uscito usando argomenti schematici e un po’ fumettistici, da populista intellettuale. La faccenda si stava facendo più nebbiosa di quella del sosia di Paul McCartney. A consentirmi di risolvere l’enigma, alla fine, sono state le voci. Baritonale quella di Montanari, ed emessa con un compiacimento professorale a un passo dall’onanismo sonoro. Più aerea e sottile, quasi da tenore di grazia, quella di Ranucci. Quindi, cari miei, c’è poco da insistere con teorie strampalate sul mistero dei Doppelgänger. È evidente che Montanari e Ranucci sono la stessa persona, prima e dopo avere inalato un palloncino di elio.

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