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di Guido Vitiello

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La nascita, lo sviluppo e la morte del "garantismo di sinistra"

Dopo il funerale fatto da Giorgio Bocca a questo termine, in occasione di Mani Pulite, nessuno lo ha più visto risorgere

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9 APR 26
Immagine di La nascita, lo sviluppo e la morte del "garantismo di sinistra"

Giorgio Bocca, foto Olycom

Amici, romani, compatrioti, prestatemi orecchio: non sono venuto a seppellire il giudice Calogero, e neppure a farne l’elogio. È un altro il funerale che oggi mi incupisce. Ho riaperto un pamphlet di Giorgio Bocca, Il caso 7 aprile, del 1980. Avevo sottolineato questo passo: “I garantisti non possono ignorare la realtà in cui vivono, non possono chiedere a Stalin di essere un libertario; devono saper nuotare nella loro acqua come tutti gli altri, ma tenendo ferma nei loro cuori la fedeltà ad alcuni principi fondamentali. Uno è quello di tipo evangelico: non fare al tuo prossimo ciò che non vorresti fosse fatto a te: non arrestare uno su semplici sospetti, non condannare su labili indizi, non negare i diritti di difesa. E soprattutto: preferisci sempre i rischi del garantismo alle tristi certezze della repressione autoritaria, ricordati che la libertà val bene il rischio di lasciare in libertà qualche colpevole. Ricordati ancora che la libertà è universale e intercomunicante: non puoi pretendere di spegnerla qui, sperando di mantenerla in vita altrove; ciò che spegni negli altri lo spegni anche dentro di te. Se questo sarà giudicato moralismo, non ce ne dispiace: non c’è sinistra, non c’è socialismo, ha ragione Norberto Bobbio, se non c’è morale, se non c’è lotta per i principi”.
Il passo era nel capitolo “Il ‘cosiddetto’ garantismo”, che cominciava così: “Dopo il 7 aprile la parola garantismo viene sempre più spesso preceduta, sui fogli colpevolisti, dall’aggettivo ‘cosiddetto’: perché si capisca che l’operazione garantista è ipocrisia, inganno, qualcosa che si presenta in un modo per nascondere altro, o vanesio, o opportunista o inconfessabile”. Da allora ben poco è cambiato, se non che l’aggettivo pigramente abbinato a garantismo non è più “cosiddetto”, è “peloso”. La formula sprezzante ha una data di nascita: 21 marzo 1993, nel pieno di Mani pulite. E indovinate chi ha forgiato questo pugnale? Giorgio Bocca, ille quoque. Che aveva fatto l’elogio del garantismo di sinistra, e poi è venuto a seppellirlo. Nessuno da allora lo ha visto risorgere.

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