di Guido Vitiello
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Lo "squisito senso di equilibrio" della magistratura
Sembrerebbe improbabile che tale eccelsa dote sia posseduta da intere greggi di magistrati reclutati a concorso
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8 APR 26

Il presidente della Repubblica Sergio Mattarella presiede il plenum straordinario del Csm. Foto LaPresse
Diceva il professor Giuseppe Di Federico che il Csm, nel promuovere di fatto tutti i magistrati, viola la Costituzione, “salvo che non si voglia ritenere che il nostro costituente intendesse dare al termine ‘promozioni’ un significato diverso da quello che ha nella lingua italiana”. Mi assale un dubbio analogo circa un’altra parola, “squisito”. Che significa, a lume di etimologia, singolarmente ricercato. Sceltissimo, come scrivono al supermercato sull’etichetta del macinato. Dunque non proprio una qualità alla portata di tutti i bovini. Ebbene, sul Sole24Ore di ieri trovo un intervento post-referendario di Federico Maurizio d’Andrea secondo cui al pm italiano serve più cultura della giurisdizione, così che possa coltivare lo “squisito senso di equilibrio” di cui parlava Piero Calamandrei. La pagina è quella, famosissima, dell’Elogio dei giudici, sul pubblico ministero “parte imparziale” (Cesare Parodi la usava come immagine di WhatsApp).
Quella di Calamandrei, però, non era un’esortazione ai giovani magistrati: era un dito sulla piaga di un “assurdo psicologico”. Detta più grossolanamente: incarnare l’ossimoro della parte imparziale è così paradossale che solo con un senso di equilibrio fuori dal comune – squisito – si può tentare l’impresa. Pare improbabile che questa dote eccelsa sia posseduta da intere greggi di magistrati reclutati a concorso. Ma siccome Calamandrei qui sul Bi e il Ba lo si è citato tante volte, come pure Cordero sullo stesso argomento, stavolta mi gioco la carta Carnelutti: “Nell’ordinamento attuale del processo penale il pubblico ministero non è essenzialmente un accusatore; invece lo si concepisce, a differenza dal difensore, come un ragionatore imparziale; ma qui vi è un errore di costruzione della macchina, che anche per questo funziona male; del resto, nove volte su dieci, la logica delle cose trascina il pubblico ministero ad essere quello che deve essere: l’antagonista del difensore”. Nove volte su dieci: il decimo è quello da ricercare meticolosamente. Lo squisito, il pm sceltissimo.
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