Era un compagno, non un fascista. Teste di casseurs

Qualcuno ha imbrattato una lapide dedicata a Joseph Boukobza, militante algerino del Front National ucciso nel 1944 dalla Gestapo, con un incongruo simbolo dell’anarchia e la scritta “Antifa”. Mostrando di non conoscere la differenza tra il Front National de la Résistance (movimento comunista creato nel 1941) e il Front National di Le Pen

29 OTT 26
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Foto Getty

Bisogna riconoscere che i social certe volte hanno una loro utilità. Almeno a patto di togliere Telegram a Youssef Siher, che come pronosticato da queste colonne è innocente dai delitti di banda armata, ma sarebbe meglio trasformarlo nel Toni Negri dei maranza. Comunque, dicevano, l’utilità dei social. Da un frequentatore francese di X ho intercettato questo post. C’è la foto di una lapide dedicata a Joseph Boukobza, militante algerino del Front National ucciso nel 1944 dalla Gestapo. Degli idioti anche meno istruiti dei nostri sfasciavetrine l’hanno imbrattata, un incongruo simbolo dell’anarchia e la scritta “Antifa”.
Il post che commenta dice: “Quando non si conosce nemmeno la differenza tra il Front National de la Résistance (movimento comunista creato nel 1941) e il Front National di Jean-Marie Le Pen (fondato nel 1972), ci si astiene dallo imbrattare una targa dedicata a un partigiano. Qui, dei cretini hanno visto le parole ‘Front National’, hanno pensato all’estrema destra e hanno vandalizzato la memoria di un partigiano comunista giustiziato dalla Gestapo nel 1944. E’ pura ignoranza. Il contesto è chiaro. Non c’è nulla di ambiguo”. Chi compie un gesto simile dimostra soprattutto che “quando si è stupidi, si è stupidi…”. O forse è solo il disagio del capitalismo.