Il premio a Mao Mbappé

L'attaccante francese non ha vinto il Pallone d'Oro che si meriterebbe da qualche annetto. Ma è simpaticissimo lo stesso e sa anche stare al gioco, anche se deve averne un po’ piene le balle di quei meme su di lui in cui lo mettono sempre vestito da dittatore

28 OTT 26
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Foto LaPresse

L’altra sera a Londra il suo nasone francese era davvero triste come una salita, ancora una volta non gli hanno dato il Ballon d’Or che si merita da qualche annetto (l’hanno dato persino a Dembelé, per dire). Però è simpaticissimo lo stesso, Kylian Mbappé, e sa anche stare al gioco, anche se deve averne un po’ piene le balle di quei meme su di lui. Lo mettono sempre vestito da dittatore, il più famoso è quello con la divisa e le medaglie e il soprannome “Mobut”; ma una volta è Napoleone, una volta un altro ancora. Pare che il problema sia la sua troppa forza nel farsi dare nei contratti tutto quel che vuole (insomma i meme dell’invidia).
Ma l’altra sera, ecco ribaltata la scena. Gli chiedono dei meme, se gli scocciano. Lui ride col suo nasone, mica è un CR7, e dice: il più divertente è uno dove la mia faccia è sovrapposta “a quella di un tizio, credo fosse un dittatore cinese”. Era Mao Zedong. Apriti Cielo, due aziende cinesi che lo sponsorizzano hanno immediatamente stracciato i contratti, perché i cinesi sono nazionalisti e permalosi. E sentirsi dire la vera verità sul grande Tomoniere li manda in bestia. Mbappé ha dovuto subito scusarsi, e sperticarsi in profondo rispetto per la storia cinese. Però, il Pallone d’oro per la sincerità se lo merita tutto. Allez Mbappé!