Un paese troppo cold

Garlasco, David Rossi, Bergamini e altri ancora. I siti d'informazione sono sprofondati in un enorme, eterno Techetechetè della nostalgia giudiziaria

29 SET 26
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Foto ANSA

Soltanto ieri, giornata in cui qualcosa di più importante nel mondo e persino qui da noi è pure accaduta, lo scroll dei principali siti d’informazione era un freddo obituary, o meglio la fotografia dell’Italia come un enorme, eterno Techetechetè della nostalgia giudiziaria. E la caratteristica della nostalgia e di Techetechetè, spiegherebbe Aldo Grasso, è il già saputo. Che non disturba nessuno.
La grande svolta su Garlasco, come non si sapesse già che al gabbio ci sta uno per mancanza di prove; il ribaltamento (è il caso di dire) su David Rossi, come non fosse chiaro da sempre che nemmeno lui è caduto da una finestra per un “malore attivo” (sounds familiar?). Il terribile omicidio tribale calabro di Denis Bergamini, calciatore, che dopo 37 anni trova “un nuovo indagato”. Tralasceremo perché d’altra natura e d’altra portata altri due casi, Giulio Regeni perché non è un “cold” case, è fin troppo attuale, e ieri arrivava finalmente a sentenza. E Ustica, che invece è il cold case per eccellenza di tutti i doppi stati e di tutti i complotti veri e presunti, che ieri ha trovato il suo nuovo episodio. Un paese che sa vivere solo di nostalgie giudiziarie si merita la condanna all’ergastolo del Techetechetè processuale.