Essere liberi come Ed Sheeran e Al Bano

Una difesa dell'insindacabile libertà di fare ognuno quello che gli pare e piace
16 SET 26
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Foto ANSA

Finché l’intelligenza artificiale non ci avrà ammazzati tutti, oppure resi schiavi del suo pensiero unico e insindacabile, restiamo della vecchia scuola che al mondo ognuno possa farsi i cazzi suoi in santa pace. Compresi i festivalieri contenti di spellarsi le mani per 24 minuti per un docufilm che non parla del 7 ottobre, e compresa Sydney Sweeney di ipersessualizzarsi come vuole per fare la pubblicità.
Lo stesso diremo di Ed Sheeran, il simpatico cantautore pop-folk inglese che ha deciso di mandare a stendere, ma da un’altra parte, il rapper Macklemore che aveva gridato “Free Palestine” in apertura di un concerto in New Jersey del Loop Tour di Sheeran. Siccome una parte del pubblico, lo stesso Sheeran (“mi ha detto che le parole free Palestine e la bandiera palestinese erano offensive per molte persone”) e gli organizzatori non sono d’accordo, gli hanno comunicato di farsi un tour per conto suo altrove. Ma, a occhio e croce, diremmo non con Al Bano. Che libero pure lui, è andato a cantare a Tel Aviv in occasione della festa di Rosh Hashanah. Gente che invece non sopporta che le persone siano libere di fare il cazzo che vogliono, lo hanno coperto di insulti social del seguente tenore intellettuale: “Canti Felicità mentre a poca distanza c’è un genocidio”. Felicità.