La lobby dei povery

Facile prendersela con Jasmine Trinca e la sua t-shirt milionaria, provate a prendervela con le vittime del capitale avvelenato. Per esempio Aurora Ramazzotti, costretta a comprarsi di persona i detersivi al discount dopo un gramo trasloco. Peccato che si sia spostata in una “villetta con giardino a due passi dal centro”

10 SET 26
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Foto LaPresse

Si fa presto a prendersela con Jasmine Trinca (oddio, l’ho nominata davvero!) e la sua t-shirt milionaria sventolata contro il capitalismo cattivo che però paga pure il suo lavoro. Provate a prendervela con i povery veri, le vittime del capitale avvelenato. Ad esempio la simpatica (almeno lei) Aurora Ramazzotti, costretta a comprarsi di persona i detersivi al discount dopo un gramo trasloco, perché le “bollette e i costi alti del condominio non erano più sostenibili”. Maledetta lobby del cemento. Peccato che abbia traslocato in una “villetta con giardino a due passi dal centro”. Di Milano. Sempre colpa della maledetta lobby del cemento. Ma almeno lei fa simpatia, come tutti i ricchi vestiti da povery, in fondo sono sinceri.
Molto più del futuro sindaco di Milano (dove le case costano più delle magliette di Jasmine Trinca) Majorino, che per lanciare la sua sfida alla sinistra con cui, del resto, ha governato ha detto che si batterà contro “la lobby del cemento”. E si è preso un porta in faccia dal suo (ex) amico Beppe Sala: “Il costruito a Milano negli ultimi 10 anni è aumentato dello 0,37 per cento. In altre parole, quello che era costruito nel 2015 è pari a quello che è costruito oggi. Nel frattempo gli oneri di urbanizzazione sono passati da 46 a 140 milioni”. Che ci si comprerebbe anche il detersivo per lavare la maglietta di Jasmine Trinca.