C’erano una volta le feste politiche di fine estate

Oltre a Papa Leone e al fitto programma della kermesse, a Rimini ci saranno anche tredici ministri. Ma la cosa non suscita grande interesse, e non è un caso isolato

22 AGO 26
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Foto ANSA

E’ qui la festa? Certo che sì! E altro che festa, una festa grande, un happening, un meeting. Ecco, appunto: il Meeting. Festa vera, quest’oggi, arriva addirittura Papa Leone. Come raccontano organizzatori e media, quest’anno il Meeting torna in grande spolvero. Bene. Poi c’è un altro aspetto, diciamo così indipendente da Papi e mostre. Ci fu un tempo in cui la kermesse riminese coincideva con la grande ripresa delle attività politiche. Passato il grande caldo, il fine estate era il momento del ripensamento, avrebbe detto Guccini, in cui si saggiavano vecchie e nuove alleanze, si davano le carte per il nuovo poker di governo. Quest’anno a Rimini ci sarà la consueta ressa di ministri (13) e una fuga d’altri tempi dell’opposizione. Ma francamente la cosa non suscita nessun interesse nel mondo politico né sui giornali. I giochi si fanno altrove. A settembre arriva anche la Festa dell’Unità: qualcuno se ne è accorto? Ha trovato un articolo? Poi arrivava Pontida. Era una festa di popolo, ora sarà la messinscena di una resa dei conti macbethiana consumata altrove. Non ci sono più né i partiti, né i popoli né le “basi” di una volta. O semplicemente non c’è più la politica. Quasi meglio.