Lo Smorto di Venezia alla Scala e altre meraviglie

Se si chiamava Moro qualche motivo ci sarà stato, anyway. Ma così va il Nuovo Ordine del Discorso. Che è però reversibile: infatti “Elena dalle bianche braccia” nell’Odissea di Nolan sarà l’attrice keniota messicana statunitense Lupita Nyong’o

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Foto LaPresse

Il blackface non si porta più nemmeno a casa Vannacci, e ancora non abbiamo smesso di ridere per il ludibrio di pece e piume in cui incorse Justin Trudeau, uno dei politici correct più sopravvalutati, quando beccarono le sue foto truccato afro a una festa del liceo. Il trucco e parrucco è ormai squalificato persino a “Tale e quale show” e all’Arena di Verona, dove ormai applicano la correctness anche agli elefanti, Tamara Wilson, gran soprano, si rifiutò di truccarsi come l’Aida d’antan. Ma Aida è borderline. Con Otello si fa più dura. Invece il sovrintendente della Scala, Fortunato Ortombina, ha annunciato col sorriso dei giorni migliori che alla prossima Prima Otello “non sarà dipinto di nero, questa è la cosa più importante, dopo da lì viene tutto il resto”. Se si chiamava Moro qualche motivo ci sarà stato, anyway. Ma così va il Nuovo Ordine del Discorso. Che è però reversibile: infatti “Elena dalle bianche braccia” nell’Odissea di Nolan sarà l’attrice keniota messicana statunitense Lupita Nyong’o. Di Nolan ci dà molto più fastidio l’uso contundente del sonoro, le cinéma du acouphène, non ci strapperemo il peplo per una Elena non eburnea. Ma perché Otello debba diventare per forza lo Smorto di Venezia, boh. (Maurizio Crippa)