Un pesce di nome Draghi

Un esperimento fatto all’Università Ben Gurion del Negev su un pesciolino ha molto in comune con l'impeccabile silenzio del premier
8 GEN 22
Ultimo aggiornamento: 05:08
Immagine di Un pesce di nome Draghi
Al tempo di certe donne libere e intelligenti, che ora cert* scem* chiamano “terf”, circolava una battuta femminista e implacabile: “Una donna senza un uomo è come un pesce senza bicicletta”. Ora però la rivista Behavioural Brain Research dà notizia di un esperimento fatto all’Università Ben Gurion del Negev: un pesce, pur senza bicicletta, potrebbe guidare un’auto. Un pesciolino, debitamente istruito e incentivato, ha imparato a dirigere il suo acquario, montato su quattro ruote, spingendo silenzioso e imperterrito il muso sul vetro per indicare a un software la direzione di marcia.
Incredibile, non fosse che è un po’ quello che è riuscito a fare anche Mario Draghi, con la stessa tecnica. In un mare in tempesta, tormentato da partiti ubriachi come marinai che gli hanno aperto l’otre di Eolo sotto il naso, è riuscito a furia di testate nel muro a far procedere la baracca nella direzione giusta. Ed è già un miracolo. In più, meraviglia, lo ha fatto quasi senza parlare. Senza rispondere ai petulanti giornalisti, e ignorando in un silenzio d’oro pure la pletora ridicola dei “nostalgici dello stile comunicativo Conte-Casalino”, come li definisce inorridito Federico Geremicca sulla Stampa. Un pesce di nome Mario. Un esperimento da Nobel.