Cosa c'è di sconvolgente nella storia dei due adolescenti della famigerata minicar

Nell'epoca dell'intrattenimento pervasivo cosmico assoluto, resta negli uomini un nocciolo duro ineliminabile, costituito dalla tendenza ad annoiarsi sempre. Una riflessione da parte di chi, di mestiere, annoia adolescenti

15 OTT 26
Ultimo aggiornamento: 13:10
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Io, di mestiere, annoio gli adolescenti: vengo pagato allo scopo di spiegare loro ogni dettaglio del concordato di Worms e del trattato di Tordesillas, di tramortirli di chiacchiere sulle monadi e sul principio di individuazione, di finirli con accurate disamine del crollo dell'impero ottomano e dell'antinomia della ragion pratica. Mi sento dunque in diritto di commentare la notizia che i due adolescenti della famigerata minicar romana abbiano aggredito dei passanti per noia; notizia che i telegiornali hanno definito sconvolgente ma che, a chi è abituato a veder crollare degli innocenti sul banco sotto i colpi di una lezione su Feuerbach o su Carlo V, risulta appena appena degna di attenzione.
Gli adolescenti si sono sempre annoiati, ma – a differenza degli adulti che la nobilitano ribattezzandola "famiglia", "lavoro", "guadagno", "potere", "sesso", "hobby" – chiamano la noia col suo vero nome e ne contemplano il vuoto con una consapevolezza che anni e abitudini trascineranno via. Poi, certo, ci sono adolescenti che si annoiano e scrivono lo "Zibaldone", ci sono adolescenti che si annoiano e progettano la rivoluzione liberale, ci sono adolescenti che si annoiano e fondano band con un arguto gioco di parole sugli scarafaggi, ci sono adolescenti che si annoiano e aggrediscono i passanti aggirandosi su una minicar, ma si tratta di scelte individuali la cui responsabilità non può essere estesa all'intera categoria e che distolgono dalla vera notizia.
E cioè: nell'epoca dell'intrattenimento pervasivo cosmico assoluto, nell'epoca in cui ci portiamo in tasca almeno dieci opzioni per distrarci durante il minuto di attesa fra una fermata della metropolitana e l'altra, resta negli uomini un nocciolo duro ineliminabile, costituito dalla tendenza ad annoiarsi sempre, comunque, nonostante. Direi che è questa la vera notizia sconvolgente.