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bandiera bianca •
La saggia scelta di fregarsene dell'eclissi
Il caldo, i terremoti e tutti i fenomeni terrificanti concentrati in questi giorni dimostrano che nei nostri confronti la natura prova indifferenza. Il minimo che possiamo fare è contraccambiarla

Foto ANSA
Mi hanno detto che c’è stata un’eclissi. Non ricordo esattamente cosa stessi facendo io invece, mentre il sole si scuriva: forse guardavo gli europei di nuoto, forse leggevo un saggio sull’Inghilterra nel Cinquecento, forse, come tutti, maneggiavo il telefono. Fatto sta che non mi è nemmeno passato per la mente di uscire e inforcare gli occhialini spaziali per andare a guardare e a stupirmi, come un ittita convinto che il mondo stesse per finire a causa delle nostre iniquità: non solo perché ai fenomeni atmosferici preferisco le attività umane (gli europei, i saggi, il telefono), ma anche perché tutta quest’attenzione nei confronti della natura mi sembra malriposta. Si fonda infatti sul superstizioso assunto che la natura sia benevola nei nostri confronti, che anzi sia una cosa moralmente buona, e che sia quindi nostro dovere di comportarci bene con lei, ricoprendola di attenzioni e premure; in questa convinzione, davvero, non c’è gran distinzione fra noi e l’ittita di cui sopra, fra noi e l’azteco che offriva al sole cuori grondanti sangue affinché non cessasse di splendere.
Noi siamo più moderni e offriamo in sacrificio le prime pagine dei giornali, le stories tutte uguali con lo spicchio luminoso, i titoli sul cambiamento climatico, i discorsi allarmati su questo caldo atroce. È molto toccante la nostra ambizione di risolvere i destini del cosmo modificando le nostre abitudini, ma non più sensata di quella delle zanzare che a casa mia mi pungono per indurmi a cambiare le impostazioni del termostato. L’eclissi, il caldo, i terremoti, le inondazioni e tutti i fenomeni terrificanti concentrati in questi giorni dimostrano una sola cosa: nei nostri confronti, la natura prova indifferenza. Il minimo che possiamo fare è contraccambiarla.