Il Foglio di oggi
Friday8 May 2026
  • Newsletter
  • Podcast

di Antonio Gurrado

•
bandiera bianca

Gli attacchi al Papa non sono senza precedenti

Da Enrico IV a Stalin, gli scontri tra potere politico e Pontefici attraversano i secoli. Ma la politica tende a scambiare la cronaca per storia e a definire eccezionale ciò che è già accaduto molte volte

di
6 MAY 26
Ultimo aggiornamento: 01:13 PM
Immagine di Gli attacchi al Papa non sono senza precedenti

Papa Leone XIV durante l'udienza generale in Piazza San Pietro (foto LaPresse)

Per capire cosa intendiamo quando parliamo di storia, prendo una dichiarazione a caso dall’agone politico: ecco, quella di Elly Schlein che ha definito “senza precedenti nella storia” gli attacchi di Donald Trump al Papa. I precedenti, in realtà, abbondano. C’è Enrico IV di Franconia che dà del falso monaco a Gregorio VII, Federico II di Svevia che dirama un appello a tutti i principi europei affinché si liberino del giogo di Gregorio IX, Filippo IV il Bello che fa prendere Bonifacio VIII a ceffoni, e così via fino a Napoleone che fa sequestrare Pio VII, a Stalin che domanda sarcastico quante divisioni abbia Pio XII. Senza contare che l’Italia unita brigò dieci anni per architettare una, come dire, operazione speciale volta a invadere lo Stato della Chiesa e conquistare Roma, dopo averla proclamata capitale senza che facesse parte del proprio territorio.
Sembra insomma che le intemerate dei capi di Stato al Papa siano piuttosto all’ordine del giorno, anzi, che chi viene eletto al soglio di Pietro debba mettere in conto che, da qualche parte del mondo, un capo di Stato gli si rivolterà contro. È ovvio che Elly Schlein conosce benissimo tutti questi episodi, quindi perché parla di attacchi senza precedenti? Per tre motivi, credo. Anzitutto perché tendiamo ad appiattire la storia sulla memoria, che è anzitutto un fattore personale: ragion per cui, parlando di “storia”, facciamo in realtà riferimento a ciò che la nostra esperienza e il nostro immaginario ci consentono di ricordare in vita nostra. Poi perché tendiamo a paragonare la storia alla cronaca, misurando la mole degli eventi in base alla loro intensità sui titoli dei giornali: in questo caso, dunque, dire che un evento è senza precedenti significa che in realtà è senza pari rispetto alle notizie contemporanee. Infine, perché tanto i politici quanto gli elettori sono vittime della fallacia della prossimità, un naturale istinto che ci induce a valorizzare la nostra presenza nella storia considerando eccezionali gli eventi che testimoniamo di giorno in giorno. Invece, purtroppo, sono normali.

Di più su questi argomenti:

Bandiera Bianca

di
bandiera bianca

di
Bandiera Bianca

di