di Antonio Gurrado
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Il kit da baby influencer? Meglio vaccinarsi subito
Il prodotto in legno di una ditta britannica (un finto telefonino, un finto microfono, un finto flash) scatena polemiche. Ma forse abituare i bimbi ai social da piccoli è il modo migliore per immunizzarli dalla febbre della visibilità da grandi
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31 MAR 26
Ultimo aggiornamento: 12:23 PM

Foto di Sanket Mishra su Unsplash
Indignato brusio è stato causato dalla trovata di una ditta britannica che ha messo in vendita un kit per baby influencer. Il prodotto, che contiene un finto telefonino, un finto microfono, un finto flash e così via, costa quindici sterline ed è un giocattolo in legno, non più pericoloso di quanto un ramo sia un fucile o una bacchetta magica. Ciò nondimeno, la casa produttrice è stata accusata di normalizzare la carriera da influencer presso bambini molto piccoli, esponendoli al desiderio di fare successo sul web e alle conseguenti tensioni e delusioni. Il problema, a mio avviso, non è tanto che chi protesta contro un giocattolo è evidentemente rimasto egli stesso all’infanzia, ossia all’età in cui non si distingue la fantasia dalla realtà; è piuttosto che non si vede la preziosissima opportunità che un giocattolo del genere dischiude alle nuove generazioni.
Ricordo come, una trentina d’anni fa, un bambino francese di tre anni avesse riscosso un insperato e inconsapevole successo come cantautore quando i suoi genitori avevano remixato e diffuso il videoclip di un brano intitolato Dur dur d’être bébé (“è dura essere poppanti”). Si chiamava Jordy e adesso nessuno sa che fine abbia fatto: ha abbandonato le scene su cui era stato forzatamente indotto, ha profili social privati particolarmente scarni, non dispensa ospitate in cui esprima nostalgia per la visibilità e il successo di quando era piccolissimo. Precocemente esposto alla fama, Jordy ne ha fatto tesoro comprendendo che è meglio evitarla e crescendo come un adulto normale, a differenza di tutti i suoi coetanei che cercano di compensare un’infanzia nell’ombra facendosi notare sui social come se fossero eserciti di vip in perenne assetto da guerra. Forse la ditta che ha prodotto il kit di legno per influencer ha la vista lunga: è meglio far giocare i bambini ai social network quando hanno tre anni così, quando diventano più grandicelli, possono pensare alle cose serie e agli affari propri.