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di Antonio Gurrado

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Bandiera Bianca

Milano è la città dei single

Nel capoluogo lombardo il 56 per cento delle abitazioni ha un solo abitante secondo i dati dell'anagrafe del comune. Dov'è la massima concentrazione di scapoli? Nel quartiere queer di Porta Venezia
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22 FEB 24
Immagine di Milano è la città dei single

 Porta Venezia a Milano - foto Ansa

Mentre varie città si litigano il titolo di capitale dell’amore (Parigi, Venezia, Verona, per certi versi Amsterdam), Milano è senza discussione la città dei single. Suffragano l’ipotesi i dati forniti dall’anagrafe del comune, secondo cui il 56 per cento delle abitazioni milanesi ha un solo abitante, per un totale di 227.000 donne e 216.000 uomini. I numeri non mentono mai, però ci parlano in una lingua straniera che è necessario interpretare con qualche sforzo. Ad esempio, cosa vorrà mai dire che la maggior densità di famiglie numerose si riscontra nei quartieri noti per essere poveri e ad alto tasso di delinquenza? Che chi guadagna poco fa più figli perché si annoia o che far figli impoverisce? Che più bambini nascono, più criminali crescono? Chissà.
Di sicuro è interessante il dato relativo alla massima concentrazione di single, che si trova a Porta Venezia. Ebbene, Porta Venezia è il quartiere queer, quello più aperto di tutti in materia di diritti. La stazione della metro è tinta di colori arcobaleno, in Corso Buenos Aires culmina il gay pride, le luminarie natalizie augurano soltanto di realizzare i propri desideri. Porta Venezia è il quartiere tutto imperniato sul principio del love is love; è il quartiere più libero e gioioso in materia di sentimenti. Quindi bisogna capire se i single vadano tutti a vivere lì per cercare l’amore, oppure se, a furia di cercare l’amore, non si rischi di restare tutti single.

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