A suor Maria De Coppi, una preghiera

Un pensiero per la missionaria comboniana vittima di un agguato per mano di un commando jihadista che ha fatto irruzione nella comunità
8 SET 22
Ultimo aggiornamento: 14:45
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Foto dell'archivio Comboniane, via Ansa &nbsp;<br />

Sì, va bene, la campagna elettorale. E la guerra in Ucraina, la crisi energetica, le fabbriche che esplodono, la Champions League e perfino Berrettini e Sinner. Ma io, ogni volta che un missionario comboniano resta vittima di un agguato, vedo le altre notizie scolorire e disfarsi come se si vergognassero, finché resta solo quella. Ieri è toccato a suor Maria De Coppi, ottantadue anni, della missione di Chipene in Mozambico, per mano di un commando jihadista che ha fatto irruzione nella comunità mirando a compiere una strage.
Ai Comboniani devo una buona metà dei sacramenti che mi sono stati amministrati, quindi sarò di parte quanto volete; credo però che sui quotidiani e online, fra un’intervista all’influencer e un video divertente, debba trovare ogni giorno un po’ più spazio la notizia straordinaria che qualcuno prende, parte e si dedica tutto alla cura dei poveri e degli ultimi. Non deve contare la morte ma la vita.
A pensarci davvero, è più mozzafiato dei Ferragnez su uno strapiombo, più sconcertante di Berlusconi su TikTok, più rassicurante della presentazione dei palinsesti televisivi. Poi da domani tornerò inevitabilmente a interessarmi alla campagna elettorale, alla guerra in Ucraina, alla crisi energetica e addirittura a Sampdoria-Milan. Intanto però prego per suor Maria De Coppi; anzi, forse è meglio che preghi lei per me e perché ciascuno di noi trovi i suoi Comboniani, grazie ai quali ridimensionare il proprio mondo.