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Quel garantista di Ranucci
8 LUG 26

Foto ANSA
Non è un mistero che il Foglio sia l’irriducibile e allegrotta casamatta degli ottimisti. Mai abbiamo voluto negare a noi stessi, prima che agli altri, la possibilità che perfino l’erede prediletto della regina Milena Gabanelli, ora al Corriere ( si sta ovviamente parlando del suo principe Sigfrido), avrebbe potuto approdare, prima o poi, a un’umanità comunque intesa; a un’accettazione, per quanto astratta, di generici diritti dell’imputato; o addirittura al garantismo, se la parola non risultasse ormai orrendamente abusata.
Esibirsi da liberale nel suo mondo, però, e a maggior ragione con l’amico caro che potrebbe perfino avergli fatto mettere le bombe sotto casa, allora, per un mozzorecchi come il principe Ranucci, risulterebbe la più ardua, la più impervia, la più affettuosa e la più onorevole delle prove.
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E' nato a Genova il 18 luglio 1947. E’ giornalista di Panorama, collabora con Il Foglio. Suo papà era di sinistra, sua mamma di sinistra, suo fratello è di sinistra, sua moglie è di sinistra, suo figlio è di sinistra, sua nuora è di sinistra, i suoi consuoceri sono di sinistra, i cognati tutti di sinistra, di sinistra anche la ex cognata. Qualcosa doveva pur fare. Punta sulla nipotina, per ora in casa gli ripetono di continuo che ha torto. Aggiungono, ogni tanto, che è pure prepotente. Il prepotente desiderava tanto un cane. Ha avuto due gatti.
