di Andrea Marcenaro
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Secondo Zagrebelsky il motivo dell'autodifesa è inflazionato
Per il giurista, in tutte le guerre si invoca la propria sicurezza. E se non c'è la provocazione che scatena la guerra, la si crea.
di
9 JUL 22

Gustavo Zagrebelsky
Guerra russa all’ Ucraina. La parola a Gustavo Zagrebelsky, tra i coltissimi dei nostri e assai considerato tra gli azionisti con pedigree alla torinese. Ma meglio, diciamo alla Gad. E dunque: “Non c’è guerra che non sia giustificata con l’argomento dell’autodifesa nei confronti dell’aggressore, in atto o in potenza. E quando uno invoca la propria sicurezza, l’altro è autorizzato a fare altrettanto. Per questo, per scatenare una guerra, c’è bisogno di un casus belli, di una provocazione e, se non c’è, la si costruisce artatamente attraverso qualche ‘incidente’ “. Putin o Zelensky per me pari sono. Vabbé. Eppure tenderei a escludere che Nuto Revelli, i fratelli Rosselli, Vittorio Foa, Massimo Mila e altri, fossero ancora vivi, a un tipetto di tali dimensioni farebbero un waterboarding. Nemmeno Giancarlo Pajetta, credo.
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E' nato a Genova il 18 luglio 1947. E’ giornalista di Panorama, collabora con Il Foglio. Suo papà era di sinistra, sua mamma di sinistra, suo fratello è di sinistra, sua moglie è di sinistra, suo figlio è di sinistra, sua nuora è di sinistra, i suoi consuoceri sono di sinistra, i cognati tutti di sinistra, di sinistra anche la ex cognata. Qualcosa doveva pur fare. Punta sulla nipotina, per ora in casa gli ripetono di continuo che ha torto. Aggiungono, ogni tanto, che è pure prepotente. Il prepotente desiderava tanto un cane. Ha avuto due gatti.
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