Il Papa al Gemelli. Niente più bivacchi di cronisti, le tv sono sulla collina e non c’è più il bollettino

Davanti all'ospedale dov'è ricoverato Leone XIV c'è meno ressa del solito. Ora è tutto più sobrio e ordinato. Rispetto al passato c'è una novità importante. Il bollettino è più letto dai medici, ma viene diffuso un comunicato dalla Santa Sede nella sala stampa vaticana
15 OTT 26
Immagine di Il Papa al Gemelli. Niente più bivacchi di cronisti, le tv sono sulla collina e non c’è più il bollettino

Foto Ansa

Ormai al Policlinico Agostino Gemelli sono abituati. E i ricoveri di Papa Francesco, del resto, sono stati numerosi e recenti. Come tanti furono quelli di Giovanni Paolo II, dall’attentato del 13 maggio 1981 in avanti, tutti ben documentati in una galleria fotografica dedicata al Papa polacco, che prende un lungo corridoio dell’ospedale. In queste sale, quindi, non ci si sconvolge più di tanto per il ricovero, a sorpresa, di Papa Leone XIV per l’asportazione di un cancro al polmone, intervento eseguito martedì, che sembra andato alla perfezione. Noi ci siamo arrivati martedì pomeriggio, quando l’intervento era già in corso. Per scoprire subito una novità rispetto ai ricoveri di altri pontefici. Non viene più letto il bollettino medico all’interno dell’ospedale, non ci sono più i medici che arrivano davanti ai giornalisti con un foglietto in mano, ma tutto avviene altrove: viene diffuso un comunicato dalla Santa Sede nella sala stampa vaticana. E infatti al Gemelli c’è meno ressa del solito. Chi scrive ricorda i mega accampamenti di giornalisti da tutto il mondo nel 2005 per Papa Wojtyla. Ora è tutto più sobrio e ordinato.
Ci sono quelli delle tv che hanno elevato a luogo preferito una collinetta sopra il campus: da qui i cronisti vengono ripresi con alle spalle l’entrata principale del Gemelli, postazione perfetta per dare l’idea dell’inviato sul campo, anche se le notizie gliele leggono sulle agenzie dalla redazione. Ci sono la Cnn, la Cbs news, l’Abc, Noticias Telemundo, il network cattolico Ewtn, le portoghesi Sic Tv e Rtp, le tedesche Ard e Br24, l’agenzia spagnola Efe, La svizzera Rsi, l’argentina A24. Manca Fox News, un po’ strano per un papa americano, ma tant’è. Poi tutte le italiane, anche se il Tg1 con Ignazio Ingrao sta da un’altra parte, in una posizione ancora migliore, chissà se è un diritto della Rai oppure è semplicemente arrivato prima. All’interno dell’ospedale c’è invece una sala, la 402, riservata alla stampa, ma pochi la usano. I cronisti infatti si sparpagliano gironzolando intorno alla cappella dedicata a Giovanni Paolo II. C’è stata una messa (“come avviene tutti i giorni alle 13.05”, si tiene a sottolineare) seguita poi da un rosario con il cardinale Baldassare Reina, vicario generale della diocesi di Roma e arciprete della Basilica di San Giovanni in Laterano. Si spera in un commento che però, dall’arcivescovo, non arriva. Tutti i banchi sono occupati: arrivano prelati, suorine, ci sono i parenti dei pazienti del Gemelli con le analisi in mano, ma pure medici e infermieri a fine turno. Si snocciola il rosario, si prega, qualcuno si commuove. Da qui, però, non trapela nulla. Passa tutto per il Vaticano. L’appartamento papale è al decimo piano, un intero reparto riservato ai pontefici nato negli anni Ottanta proprio per accogliere Wojtyla: la stanza del Papa ha ampie finestre che danno sul retro dell’ospedale, ci sono ingressi e ascensori dedicati, passaggi per arrivare senza essere visti nelle aree chirurgiche e diagnostiche, c’è un salotto, una sala riunioni per i medici, una sala per segretari e accompagnatori e una cappella per pregare. Proprio durante un ricovero di Wojtyla, col Papa già molto malato, nel 2005, insieme a un collega che conosceva l’ospedale alla perfezione, passando per corridoi e cunicoli sconosciuti, si riuscì ad arrivare proprio di fronte all’appartamento papale, salvo poi essere sbattuti fuori con ruvido garbo da poliziotti in borghese.
Il Gemelli, dove di recente è stato ricoverato pure Alessandro Di Battista dopo il malore e l’operazione a Cuba, è enorme, una città nella città, un ospedale-mondo nato nel 1964, adagiato tra la Trionfale e Monte Mario. Con i suoi 5.607 dipendenti e i 1.611 posti letto, con oltre 100 mila ricoveri e 90 mila interventi chirurgici all’anno, è uno degli ospedali più importanti d’Europa. Qualche giorno fa è risultato primo tra i policlinici italiani per il quinto anno consecutivo secondo il Best Italian Hospital Awards di Class Editori. Ma primo in Italia nel 2026 si conferma anche per il settimanale Newsweek, seguito dai milanesi Niguarda, Humanitas e San Raffaele. Il direttore è Daniele Piacentini, mentre alla presidenza c’è una vecchia conoscenza della politica: Daniele Franco, già Ragioniere generale dello Stato ed ex ministro dell’Economia del governo Draghi.