Chiesa
PREGHIERE E CORVI •
La malattia del Papa fra trasparenza e incertezza
Oggi Leone XIV, in tarda mattina, sarà ricoverato al Policlinico Gemelli. Cancellate tutte le udienze fino al 20 ottobre
13 OTT 26

Roma. Leone XIV, il Papa riservato che parla poco, ha scelto Piazza San Pietro, al termine dell’Angelus domenicale trasmesso in mondovisione, per dire che durante alcuni accertamenti medici di routine (lo ha specificato ieri il direttore della Sala stampa, Matteo Bruni) gli è stato riscontrato un nodulo polmonare che necessita di essere asportato. Questa mattina, sul tardi, sarà ricoverato al Policlinico Gemelli. Lo scenario è l’opposto rispetto agli anni di Francesco, il Pontefice alla mano che si fermava a parlare con tutti, che rilasciava interviste su interviste, che disquisiva d’ogni tema che l’attualità gli offrisse. Ma sulla sua salute, silenzio. Diffidava dei medici, ne cambiò diversi. Non perché non li reputasse all’altezza, ma perché convinto – come tanti – che il miglior medico di se stessi sia il proprio fiuto. Per mesi si parlava di raffreddori e bronchiti, anche quando compariva in tv con l’accesso per la flebo bene in mostra ed evidenti difficoltà respiratorie. Certo, non era la tristemente nota “gastrite” di Giovanni XXIII, ma ci si avvicinava. Francesco palesava la propria fragilità, si mostrava in sedie a rotelle e sofferente, ma proprio in queste istantanee si riaffermava al contempo che nonostante tutto il bastone del comando lo teneva ancora lui. “Si governa con la testa, non il ginocchio”, rispose quando gli chiesero se i dolori alle ginocchia gli destassero dubbi sulla prosecuzione del pontificato. Un modo chiaro anche per scacciare gli avvoltoi che sempre volteggiano su chi è indebolito.
Leone, no. Ha giocato d’anticipo: sapeva che dovendosi operare la notizia si sarebbe diffusa su giornali e televisioni e, soprattutto, in quei corridoi dove le chiacchiere circolano sovrane da sempre, tra aruspici certi di sapere quanto abbia disposto la Provvidenza e lingue lunghe che alternano profezie sulle nomine curiali (solitamente sempre sbagliate) e diagnosi mediche. E’ il Papa che parla, di noduli e relative dimensioni. Non c’è spazio per le speculazioni, almeno nelle intenzioni, visto che sui social pseudoesperti già hanno lasciato commenti circa la stadiazione dell’eventuale malignità del reperto da asportare, discettando di margini solidi o smerigliati, di millimetri e centimetri, di Pet e Tac.
In questo scenario di estrema trasparenza, però, è evidente che il Vaticano ripiomba, dopo soli diciotto mesi, in un clima di incertezza. E’ così da sempre: quando il Papa sta male, gli sguardi si fanno interessati, si analizzano con attenzione le nomine più recenti, cercando di capire se in quelle scelte si annidi una spiegazione o una previsione su quel che sarà. Gli ultimi mesi di Francesco, ancor prima del ricovero al Gemelli, furono segnati da un perenne pre Conclave. Schieramenti avversi contavano le proprie forze, pensavano ai “candidati” da lanciare e a quelli da bruciare. Chi animato dalla voglia di portare avanti l’irreversibile spinta riformista del Papa preso alla fine del mondo, chi dall’intenzione opposta: fermarla e tornare indietro o quantomeno riportare ordine. Leone XIV, uomo metodico, che pondera bene e a lungo prima di agire, lo sa benissimo. Ricorda che quando Giovanni Paolo II annunciò, come lui all’Angelus, che si sarebbe ricoverato per accertamenti seri, iniziò un lunghissimo Conclave che poi si sarebbe concretizzato assai più tardi, più di un decennio dopo.
La degenza del Pontefice comporterà alcuni inevitabili cambiamenti all’agenda. La messa a conclusione dell’incontro sui dieci anni di Amoris laetitia sarà presieduta dal nuovo decano, il cardinale Luis Antonio Tagle. Padre Giacomo Costa, che di questo incontro è uno dei responsabili, ha spiegato che “il Santo Padre ha chiesto che il Resoconto di sintesi non venga pubblicato, perché voleva ascoltarlo e poter dire una parola su questo. Si riserva di riceverlo e, una volta uscito dal ricovero”, di dire la sua. Intanto, la Prefettura della Casa Pontificia ha comunicato che tutte le udienze sono sospese fino al 20 ottobre.