l'intervista
“Sembra che vogliamo perdere: subito un candidato anche con Vannacci”. Parla Santori (Lega)
Il consigliere leghista sprona il centrodestra sul candidato sindaco. E vuole anche il generale: “Serve un fronte comune con Futuro nazionale per battere Roberto Gualtieri”
10 SET 26

Se sul fronte nazionale il Carroccio guarda con sospetto a Vannacci, a livello locale c’è chi spinge per collaborarci. “Serve un fronte comune con Futuro nazionale per battere Roberto Gualtieri”, dice al Foglio Fabrizio Santori, consigliere della Lega in Assemblea capitolina. Sullo sfondo c’è l'atavico ritardo del centrodestra nella scelta di un nome valido da proporre come sindaco. “Così sembra che dietro questo tentennamento ci sia la voglia di non vincere. In tanti temono che si candidi all’ultimo una persona sconosciuta o una personalità non all’altezza. Cinque anni fa si poteva pensare che un sindaco di centrodestra che governava male la città avrebbe potuto mettere a rischio l’esito delle elezioni nazionali dell’anno successivo. Ma adesso non dobbiamo avere più paura”, dice Santori. “Non si può continuare a perdere mesi preziosi. Si scelga insieme un nome forte e autorevole e partiamo con la campagna nei territori”. Un nome, qualche mese fa, era saltato fuori in zona Lega: Antonio Maria Rinaldi, oggi dirigente economico per il generale. Il quale potrebbe rilanciarlo a sua volta come candidato “futurista” al Campidoglio. Ma per vincere, dice Santori, serve sintesi.
“A oggi mi sembra di capire che Fn non sia dentro l’alleanza di centrodestra. Io auspico però che ci possa essere un percorso comune anche con Vannacci per vincere, non ci vedrei nulla di male. Ma prima di eventuali alleanze serve un tavolo per trovare un nome, un programma e i candidati presidenti nei vari municipi”. E’ un campo largo di destra per battere Gualtieri, che anche grazie al supporto degli avversari (Azione e M5s) è riuscito a superare al ballottaggio il candidato di centrodestra di allora, Enrico Michetti. La coalizione funzionerebbe anche a livello nazionale? “Su questo non mi esprimo”. E mentre il sindaco è già in campagna elettorale, il totonomi della destra capitolina resta aperto. Dalle parti di FdI c’è chi indica Fabio Rampelli, vicepresidente della Camera, ma Santori ha in mente altro. “Vorrei Simonetta Matone, ma non so se sia d’accordo lei”, dice il leghista. “Era candidata vicesindaco nel 2021, e in molti si domandavano già perchè mai non l’avessimo proposta direttamente come sindaco”. Matone, generalessa della Lega e deputata, in un partito frastagliato dai “ribelli” nordisti farebbe fatica a rimanerci: “Io me ne vado. Come posso spiegare ai miei elettori del Lazio che c’è una Lega che parla male dell’altra? Se non servo me ne torno a casa o trovo un altro partito”, aveva detto al Foglio. Una candidatura a Roma (magari con l’appoggio del generale) potrebbe cambiare le cose.
