Il vento di guerra fa sognare alla Cgil il lavoro da remoto. Palla a Comune e Regione

Due dati hanno allarmato il sindacato di Landini: tra costo del gasolio e dell’energia e caro-prezzi si rischia un esborso di 1.500 euro in più a famiglia all’anno e soltanto il 28 per cento dei cittadini lavora anche da remoto. E per la Cgil circa un milione e 840mila lavoratori potrebbero mettersi in smart working

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11 APR 26
Immagine di Il vento di guerra fa sognare alla Cgil il lavoro da remoto. Palla a Comune e Regione

Campidoglio (Google creative commons)

La guerra come ombra che si staglia anche sulla testa del Campidoglio, nonostante la tregua fragile annunciata due notti fa, e la crisi energetica che minaccia il portafogli dei romani al punto che la minaccia dell’aumento prezzi, unita allo spauracchio dei distributori di benzina a secco, hanno allarmato la Cgil locale al punto da lanciare l’allarme. Si eviti un esborso di 1500 euro in più a famiglie all’anno, è il concetto, e in contemporanea si riconsideri lo strumento più odiato e amato, a seconda dei punti di vista, in campo lavorativo, specie se pubblico: lo smart-working. Antefatto: il caro carburante e l’aumento dei prezzi derivanti dall’attacco di Donald Trump all’Iran e dalla chiusura dello Stretto di Hormuz (poi riaperto a tempo per la tregua) hanno fatto impennare il costo del gasolio (quasi 20 per cento in pochi giorni, fino a far superare la cifra di due euro al litro). Ed ecco il dato di Federconsumatori che ha allarmato la Cgil: tra costo del gasolio e dell’energia e caro-prezzi, si rischia un esborso di 1.500 euro in più a famiglia all’anno. Altro dato, stavolta fornito da Roma Mobilità: soltanto il 28 per cento dei cittadini lavora anche in modalità smart (e, se lo fa, lo fa per pochi giorni a settimana).
Ma Roma è la città della PA per eccellenza, e si sa che il bacino dei lavoratori potenzialmente interessati dallo smart-working (per il tipo di lavoro svolto) potrebbero essere almeno il doppio, se non di più (aggiungendo anche alcune tipologie di lavoro privato). Per la Cgil, insomma, circa un milione e 840mila di lavoratori potrebbero mettersi in modalità smart. “Abbiamo chiesto un incontro urgente alla Regione Lazio e a Roma Capitale per affrontare le conseguenze sociali ed economiche dell’aumento dei prezzi, a partire dal forte rialzo del costo dei carburanti e dei beni energetici”, ha detto Natale Di Cola, segretario generale della Cgil Roma e Lazio, parlando di “una situazione che rischia di colpire ancora una volta lavoratrici, lavoratori, pensionate, pensionati e le fasce più fragili della società, aggravando una condizione già segnata dalla perdita di potere d’acquisto e dalla compressione dei redditi”. Motivo per cui, tra le misure di sostegno ai cittadini, si invoca anche il rafforzamento della voro da remoto — che un tempo, cioè nel post Covid, era considerato però l’anticamera della possibile scarsa produttività. Che fare? E che ne pensano Regione e Comune? Al momento tutto tace.