Buio in Nicaragua. Ortega ora toglie ai preti pure la pensione

Un calvario fatto di silenziosa sofferenza. Ma la linea scelta dalla Chiesa e portata avanti dal cardinale Brenes fa discutere
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27 JUL 23
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foto LaPresse

Il presidente del Nicaragua Daniel Ortega deve avere molto tempo libero per pensare a come rendere più meschina la persecuzione a danno della Chiesa. L’ultima trovata è il blocco delle pensioni per i sacerdoti. A essere colpiti, ovviamente, sono i più anziani. Il sistema studiato due decenni fa dalla Conferenza episcopale era semplice: ogni sacerdote contribuisce con 150 dollari all’anno, e l'istituzione ecclesiastica per cui lavora con altri 150 dollari. Quindi, ogni anno, i sacerdoti versano 300 dollari. Da qui si ricavava una povera pensione, soldi utilizzati per sostenersi e – soprattutto – per coprire le spese mediche. Ortega dice basta e almeno settanta preti ora sarebbero “scoperti”, costringendo la Chiesa locale a provvedere. La situazione è sempre più complicata e la linea di silenziosa sofferenza portata avanti dal cardinale Leopoldo Brenes fa discutere anche in patria. E’ sempre difficile valutare situazioni del genere: se parlasse, cambierebbe qualcosa? Se denunciasse la dittatura ne beneficerebbe la Chiesa? Sono sempre i medesimi interrogativi già posti ai tempi di Napoleone, di Hitler, delle dittature dell’est europeo, della Cina. Nessuno, probabilmente, conosce la risposta.