Il mercato immobiliare è stabile e i romani acquistano in zone semicentrali

Chiusi in casa per il lockdown, i romani hanno capito di volere case più grandi. Se prima le zone più ambite erano il centro, Prati e Parioli, ora sono in ascesa quadranti che, con il medesimo budget, consentono metrature più ampie. Ma Milano resta la città più ambita dove comprare casa
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11 OCT 20
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I romani vogliono case più grandi, con uno studio dove poter lavorare e magari anche un importante spazio esterno. E per avere quei 20 o 30 metri quadri in più che fanno la differenza sono disposti a scegliere zone meno centrali, il cosiddetto semicentro. Questo è quanto emerge dai primi dati delle compravendite d’immobili nei primi 9 mesi del 2020, specialmente in quelli post lockdown. E così si scopre che quel periodo è servito a far prendere coscienza della propria abitazione. “I romani prima passavano quasi tutta la giornata fuori e gli spazi domestici forse non erano così importanti, mentre restando a casa a lavorare hanno potuto focalizzare meglio ciò di cui hanno bisogno. E ora molti vogliono uno spazio interno in più, dove poter lavorare in pace, e magari pure uno spazio esterno importante come un giardino o un terrazzo. Il balcone non basta più. I nostri dati ci dicono che chi ha comprato casa negli ultimi tre mesi non l’ha fatto per investimento, ma per se stesso: cambio per andare in una casa più grande e confortevole”, dice il managing director del gruppo Engel & Volkers a Roma, Helio Cordeiro Teixeira. “Avevamo un appartamento a San Giovanni con un grande giardino invenduto da mesi, dopo il lockdown è stato acquistato subito”, aggiunge Cordeiro.
La sorpresa, per le agenzie immobiliari, è il piccolo boom di giugno e luglio che hanno fatto registrare il +15 per cento rispetto allo stesso periodo del 2019, con richieste d’interesse maggiore del 30 per cento (ovvero chi va in agenzia a informarsi). A settembre, invece, è arrivata la frenata (-10). “Parliamo di un mese sempre piuttosto fermo per il mercato immobiliare, ma questa flessione può essere dovuta da una parte alla paura per la ripresa della pandemia che genera incertezza, dall’altra alla speranza che i prezzi degli immobili possano scendere”, osserva Paolo Righi, presidente di Confassociazioni Real Estate. Interessante, secondo i dati di Engel & Volkers, dare un’occhiata ai quartieri. Se prima le zone più ambite erano il centro, Prati e Parioli, ora sono in ascesa quadranti che, con il medesimo budget, consentono metrature più ampie. Come la Balduina, Cassia-Cortina d’Ampezzo, Monteverde-Gianicolense e Colli Portuensi, San Giovanni, Ostiense-Gazometro, Eur. Nonostante i prezzi tenderanno a restare stabili, acquistare un immobile adesso può essere conveniente per diverse ragioni, a partire dal mutuo a tasso fisso allo 0,50, praticamente ai minimi storici. “Nei periodi d’incertezza le persone si rifugiano nel mattone.
Basti pensare che il 60 per cento del patrimonio degli italiani è canalizzato negli immobili, per un valore del patrimonio nazionale di 6.000 miliardi, di cui 5.300 nel settore residenziale”, spiega Gian Battista Baccarini, presidente di Fiaip (Federazione italiana agenti immobiliari). Detto questo, la pandemia nel 2020 si farà sentire: il mercato chiuderà l’anno con un -15/20 per cento rispetto al 2019, all’incirca 100 mila acquisti in meno rispetto ai circa 600 mila del 2019. Il dato peggiore, però, riguarda la locazione degli uffici: con lo smart working le aziende stanno ripensando i loro spazi, con disdette di locazione e una riduzione del 30 per cento dei locali. C’è, invece, un aumento dell’offerta delle locazioni private, almeno un 30 per cento. Si tratta delle case acquistate in centro per investimento e utilizzate per gli affitti brevi ai turisti: ora vengono reimmesse sul mercato per affitti più lunghi. Infine, due miti da sfatare. Non c’è una fuga dalle città: chi ha la seconda casa la sfrutta, ma l’acquisto di seconde case non è in aumento. E Roma non recupera attrattiva rispetto a Milano: il capoluogo lombardo resta la città più ambita dove comprare casa.