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Sul referendum Atac si apre il dibattito. Parla Magi

"Ci piacerebbe parlare con il comitato per il No", dice il segretario dei Radicali Italiani, che però sottolinea: “Leggo che il Pd si è spaccato”

 

5 Aprile 2018 alle 18:40

Sul referendum Atac si apre il dibattito. Parla Magi

Riccardo Magi. Foto LaPresse

Il 3 giugno a Roma si voterà sul referendum per la messa a gara del trasporto pubblico locale. Una tornata elettorale che nasce dalle oltre 30mila firme raccolte dai Radicali. Intanto martedì si è tenuta la prima assemblea pubblica di ‘Mejo de No’, il comitato per il No al referendum animato da esponenti di Pd, Leu e Potere al Popolo. "Ci piacerebbe fare un dibattito con loro. Li aspettiamo”, ci dice Riccardo Magi, deputato di +Europa e segretario di Radicali italiani che però sottolinea: “Leggo che il Pd si è spaccato sul referendum: diversi esponenti hanno aderito al comitato, mentre molti altri, come Giachetti, Calenda e Tocci, hanno condiviso la nostra battaglia”.

      

Giudica comunque un fatto positivo dunque la nascita di un comitato per il No?

Assolutamente positivo. C'è da sperare che così si sviluppi un dibattito vero in città. Per permetterlo noi abbiamo chiesto alla commissione per il referendum del Comune – che deve farlo per legge – di fare una regolamentazione degli spazi informazioni per i cittadini. Il neo Presidente della Camera Roberto Fico nel suo discorso d’insediamento alla Camera ha parlato di democrazia diretta e strumenti di iniziativa popolare, cominciamo da questo appuntamento, permettendo a tutti i cittadini di essere informati su questo voto.

  

Tre giorni prima del voto per il referendum ci sarà la decisione del Tribunale di Roma sul piano concordatario per Atac presentato dal Comune.

Il tribunale ha già detto cose molto dure definendo il piano incompleto e superficiale, in ogni caso inadatto a sostenere un salvataggio e tantomeno un risanamento di Atac. Questa cosa è ancora più grave alla luce del fatto che la delibera di proroga dell'affidamento fino al 2021 poggia proprio sul concordato preventivo, che a sua volta è strettamente intrecciato con questa proroga dell'affidamento in house. Noi questa delibera la impugneremo al Tar proprio perché crediamo che la proroga dell'affidamento sia illegittima e in violazione, sia della legge nazionale, sia del regolamento europeo in materia di trasporto pubblico. Per questo avevamo già diffidato il consiglio comunale prima del voto in Aula, mandando per conoscenza la diffida sia all’Anac che all’Antitrust.

 

E se il 30 maggio il Tribunale bocciasse il piano del Comune?

È chiaro che a quel punto crollerebbe tutto il castello di carte che la giunta Raggi ha costruito per salvare un'azienda ormai fallita. Ma attenzione, non è automatico che poi ci si orienti allora per una gara. Per questo il referendum sarebbe ancora importante.

  

Cambiamo argomento. Il segretario del Pd Casu vorrebbe fare una coalizione con voi anche per le elezioni del 10 giugno nei municipi III e VIII. È uno scenario possibile?

Ci è stato chiesto, ma su questo ancora non abbiamo preso una decisione. 

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