Contro i ristoranti stellati che "pisciano nelle acquasantiere"

Camillo Langone

Madonna di Lourdes, lo sapevo che le civiltà muoiono per suicidio, non per omicidio, ma non avevo un’immagine che sintetizzasse l’attuale autodistruzione d’Europa. Ora ce l’ho, me l’ha procurata un amico in vacanza a San Sebastian. Gli avevo suggerito di provare il nuovo locale dell’illustre cuoco Andoni, nativo di quella città spagnola. Ho sbagliato: quando si parla di alta cucina bisogna sempre immaginare il peggio, le stelle Michelin sono nere come quei corpi celesti che non emettono luce e nel cui centro regna il vuoto assoluto. Nel breve menù del “Topa Sukaldería”, mi ha informato fotograficamente l’amico, spicca un piatto denominato “Begihaundi en tempura con Agua de Lourdes”. Trattasi di calamaro fritto accompagnato da una bottiglietta a forma di Madonna che al posto dell’acqua santa contiene salsa. Difficile escogitare qualcosa di più orrendo e, al contempo, di più puerile. Temo sia vano lo sforzo dei militari che a Ceuta cercano di respingere i barbari: alle loro spalle l’élite europea (i cuochi stellati sono frequentati dall’élite e sono loro stessi élite) sventola la bianca bandiera del nichilismo. Madonna di Lourdes, prega per noi peccatori e salvaci dai ristoratori che “pisciano nelle acquasantiere perché si parli di loro”.

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