Politica
IL CASO •
Il governo impugna la legge del Veneto sul fine vita. Salvini non vota, Calderoli contrario
L'esecutivo guidato da Meloni impugna la legge veneta sul fine vita, voluta da Zaia. Un caso che mette in difficoltà la Lega e apre nuove tensioni nella maggioranza

(Foto Ansa)
Come anticipato dal Foglio, durante il Consiglio dei ministri, il governo ha deciso di impugnare la legge sul fine vita del Veneto, prima Regione amministrata dal centrodestra (il governatore è il leghista Alberto Stefani) a dare il via libera. Il vicepremier e leader della Lega Matteo Salvini non ha partecipato né alla discussione né alla votazione. Mentre il ministro per gli Affari regionali Roberto Calderoli, anche lui quota Carroccio, si è invece espresso contro l'impugnazione, sostenendo che si tratta di una legge ordinamentale che indica solo le linee guida attenendosi alle norme già in vigore.
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E’ stata la prima regione a guida centrodestra a dotarsi di una normativa sul fine vita. Ma il governo, dopo i casi Toscana, Sardegna ed Emilia-Romagna, è pronto a stoppare anche il Veneto, il presidente Alberto Stefani e soprattutto Luca Zaia, l’ex Doge che prima di tutti ha voluto la legge regionale 8 settembre 2026, n. 17 con la quale vengono stabilite “procedure per l'assistenza sanitaria regionale al suicidio medicalmente assistito”. Oggi pomeriggio il Consiglio dei ministri, riferiscono fonti ben informate, impugnerà la legge votata dal Consiglio regionale il 2 settembre con 32 voti favorevoli, 14 contrari e 5 astenuti (dopo che nel gennaio 2024 un primo tentativo si era fermato per un solo voto).
Si tratterà di capire come si comporteranno i ministri della Lega, in primis il vicepremier Matteo Salvini che sul tema del fine vita aveva prima lasciato ai suoi libertà di coscienza per poi di fatto fare da sponda alla posizione di FdI che non vuole che si legiferi sulla materia. E’ soprattutto FI a portare avanti la battaglia al Senato affinché l’Aula di palazzo Madama possa evitare che le regioni si muovano in ordine sparso. Ma è pure il partito azzurro ad essere consapevole che ormai non c’è più tempo per fare alcunché. “Chi non ha voluto e non vuole la legge se ne assumerà le responsabilità”, diceva qualche giorno fa la capogruppo forzista a palazzo Madama, Stefania Craxi. Ma l’esito che arriverà oggi, ovvero lo stop alla legge veneta sul fine vita, crea un precedente per una regione di centrodestra. E mette in imbarazzo la pattuglia governativa del partito di Via Bellerio che potrebbe astenersi al momento del voto in Cdm.