Le altre grane del programma del campo largo. Il nodo infrastrutture

Dalla Tav agli aeroporti,  e poi inceneritori e grandi opere: temi per ora in secondo piano ma che potrebbero essere un'altra grana per la sinistra. E che sui territori hanno già diviso l'alleanza
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E il termovalorizzatore? E le infrastrutture? “Ne parleremo”. Più avanti. Il capitolo per il momento è rimasto fuori dai radar. Basta la formula: “No al ponte sullo Stretto”, su cui tutti sono d’accordo. Semmai si tratterà di decidere dove dirottare quelle risorse. Nel frattempo il campo largo ha ben altro a cui pensare, con Giuseppe Conte in modalità candidato premier permanente che si muove tra l’Aula di Montecitorio e iniziative dal sapore elettorale; Elly Schlein che riunisce la sua segreteria (all’ordine del giorno la manovra, ma ancora in corso mentre scriviamo), e il duo rossoverde – Nicola Fratoianni e Angelo Bonelli – alle prese con l’organizzazione della manifestazione unitaria di dicembre, tra colloqui alla Camera con il leader M5s e un calendario più complicato del previsto: il 19 è già Natale. Sabato 12 dicembre a Roma c’è il corteo dell’Usb, mentre il weekend del 5 è prefestivo. Tra queste ultime due date si cercherà l’incastro.
Ci sono insomma priorità più immediate, così il tema delle infrastrutture e delle grandi opere potrebbe non essere affrontato subito, e nello specifico, nell’ormai famoso tavolo del programma, che dovrebbe partire nelle prossime ore. La prima fase, è noto, sarà affidata ai capigruppo, in versione sherpa. Poi toccherà ai leader risolvere le ultime più spinose. Che tuttavia – al netto di ampie convergenze – non possono essere ridotte alla sola Ucraina, sebbene sia la questione più dirimente. Se n’è avuto un assaggio sulla patrimoniale proposta da Avs, su cui si registra un’apertura dal Pd ma che Conte considera un po’ “ideologica”. Preferisce il reddito 2.0., in una versione “rivista”. Mentre dal Nazareno, almeno dal punto di vista economico, non è ancora arrivata una proposta identitaria, sebbene molti tra i dem rivendichino il salario minimo. Per il resto, per trovare una sintesi digeribile un po’ a tutti, c’è il vocabolario, lo stesso già adoperato in Parlamento, in occasioni di mozioni e risoluzioni. Potrebbe tornare utile, si diceva, anche quando dire “No al ponte” non basterà più. D’altra parte quello delle infrastrutture è un tema destinato più avanti ad assumere centralità. Tanto più se il programma del centrosinistra dovrà essere coerente con le proposte politiche del campo largo nelle città, e sono tante – da Roma a Milano fino a Torino e Napoli, le più importanti – quelle in cui si voterà in primavera. Per esempio c’è la grande questione della Tav: nel capoluogo piemontese nelle scorse settimane sono scesi in piazza contro la Torino-Lione i deputato Chiara Appendino del M5s e Marco Grimaldi di Avs. Mentre il sindaco, il dem Stefano Lo Russo (in cerca di riconferma, alleati permettendo) si è sempre detto “favorevole” alla Tav, la cui realizzazione tra l’altro non riguarda soltanto la dimensione locale. Senza contare i centristi, che hanno un approccio ben diverso da quello di Avs e M5s, per il Pd si pone inoltre un problema doppio: verso gli alleati appunto, ma anche al suo interno considerate la varie anime, i riformisti, ma anche la foltissima pattuglia di amministratori guidati da un approccio più pragmatico.
C’è poi il tema della gestione dei rifiuti. E come dimenticare che (anche) sul termovalorizzatore di Roma il M5s si sfilò dal governo Draghi? Ieri Conte (intervenendo alla presentazione del libro “L’internazionale della terra” con l’autore Giuseppe De Marzo, davanti a una cinquantina di liceali) ha difeso la transizione ecologica, il Green deal, lanciandosi poi in una serrata critica del “dio mercato”. Che pensa solo al riarmo e non si è mai posto “il problema degli scarti e dei rifiuti”, tipico invece del capitalismo. Nel nuovo programma i cinque stelle parlano di “progressiva dismissione degli inceneritori”. Per paradosso quello di Roma, e l’accordo per il bis di Gualtieri sembra chiuso, non è stato ancora realizzato, arriverà se va bene nel 2029. Anche in Toscana il campo largo aveva discusso di termovalizzatori. E sempre nella giunta di Eugenio Giani, a fine settembre, c’erano state divergenze (di M5s e Avs) su una delibera relativa allo sviluppo dell’aeroporto di Firenze. Mentre qualche giorno prima la maggioranza che sostiene la sindaca dem Carnevali a Bergamo si era divisa su un provvedimento simile rispetto all’aeroporto di Bergamo. Piccoli indizi, forse. Ma indicativi di quella che potrà essere la discussione nel campo largo. Un’altra grana?