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Tajani lo “scontento”. S’intesta le preoccupazioni della Cisl, la previdenza dei militari. Tensioni con FdI in Piemonte
Il vicepremier cerca di presentare Forza Italia come il partito del dialogo con gli scontenti della manovra, a partire dal sindacato moderato. Possibili nuovi innesti nella regione di Cirio
3 NOV 26

Percepisce scontento e vuole metterlo a profitto. O almeno, apparire come il partito che più presta ascolto alle rimostranze. Antonio Tajani ieri ha accolto nella sede di Forza Italia Daniela Fumarola, segretaria della Cisl, negli ultimi giorni fattasi particolarmente critica nei confronti della manovra. Sia per il taglio dei docenti, ma anche verso misure considerate rivolte agli autonomi, a discapito dei dipendenti. Il confronto tra i vertici di FI (erano presidenti anche i capogruppo di Senato e Camera, Stefania Craxi ed Enrico Costa) ha toccato temi come il rifinanziamento della sanità e la scuola, ma anche le pensioni. Con gli azzurri che hanno fornito rassicurazioni a livello di “migliorie” da portare nella discussione parlamentare. E con Fumarola che ha detto di aver ricevuto “la disponibilità ad affrontare questi temi, pur sapendo che la coperta è corta”. Il vicepremier ha replicato: “Non possiamo stravolgere la manovra ma qualche risultato sulle pensioni è possibile. Sono proposte di buon senso”.
Che sia FI a farsi interprete delle preoccupazioni di un sindacato moderato come la Cisl non deve stupire. Del resto, è da tempo che Tajani va ripetendo il mantra del voler essere il partito “del ceto medio”. Eppure in questi ultimi giorni le doglianze azzurre si sono concentrate anche su un altro capitolo legato alla manovra: “Rimane da risolvere il problema della previdenza dedicata ai militari e alle forze dell’ordine”, ha detto il vicepremier. “C’è un pacchetto di oltre 4 miliardi e dovrà essere individuato cosa si può fare. Ci saranno degli incontri già nei prossimi giorni del ministro Zangrillo con i rappresentanti sindacali, con le amministrazioni. Per Forza Italia questa è una priorità quindi durante il dibattito parlamentare faremo di tutto. Mi auguro che si possa risolvere a livello di governo, altrimenti presenteremo degli emendamenti durante la finanziaria affinché si possa risolvere il problema”. Un modo per cercare d’intercettare un bacino, quello delle forze dell’ordine, già presidiato all’interno della maggioranza da Lega e Fratelli d’Italia.
Non riguarda direttamente la legge di Bilancio, ma lo scontento azzurro serpeggia anche sulla giustizia, visto che in molti all’interno del partito non hanno gradito la posa “giustizialista” nei confronti di Youseff Siher. Tanto che, a mo’ di segnale simbolico, Costa ha depositato alla Camera la proposta di legge di iniziativa popolare dell’Unione camere penali per rilanciare la separazione delle carriere, “in ossequio ai 13 milioni di sì al referendum”. Anche sulla responsabilità civile dei magistrati i forzisti sono tornati a insistere. Con i meloniani che però hanno chiuso: “Non adesso”. Proprio il rapporto tra Forza Italia e FdI è sotto osservazione, a livello locale. Ufficialmente il deputato Fabrizio Sala, uscito dal partito di Tajani, non è ancora transitato in Fratelli d’Italia (nel rispetto di un accordo di non belligeranza). Ma appare evidente ai più come Via della Scrofa sarà con ogni probabilità la sua nuova casa. Al nord si segnalano movimenti in senso inverso: in Piemonte sarebbe in predicato di passare con Forza Italia l’assessora regionale alla Cultura, Marina Chiarelli, sempre più in rotta con i vertici locali dei Fratelli. Anche se pure tra gli azzurri non c’è grande sintonia per l’operazione. Insomma Tajani vuole trasformare anche questo Inverno del nostro scontento in un modo per rilanciarsi. Non solo all’interno del partito.
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Pugliese, ha iniziato facendo vari stage in radio (prima a Controradio Firenze, poi a Radio Rai). Dopo aver studiato alla scuola di giornalismo della Luiss è arrivato al Foglio nel 2019. Si occupa di politica. Scrive anche di tennis, quando capita.
