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“Eravamo il campo largo”. La tela di D’Alema tra Schlein, Conte e Renzi
Di presentazione in presentazione, nei prossimi giorni l'ex leader (in partenza per la Cina) vedrà tutti leader dell'opposizione per saldare l'alleanza. Oggi la segreteria Pd
3 NOV 26

Da Elly Schlein a Giuseppe Conte, fino a Matteo Renzi e Nicola Fratoianni: “Eravamo il Campo largo”. E’ la tela di Massimo D’Alema, la spinta contro un governo di “truffatori”, per usare le parole del lider maximo. Protagonista della sinistra italiana, a suo modo, lo è sempre stato. Ma adesso, complice la promozione del suo ultimo libro “Eravamo comunisti”, D’Alema è tornato protagonista anche sul piano mediatico. Con apparizioni tv, interviste, soprattutto presentazioni alle quali parteciperanno nei prossimi giorni i leader dell’opposizione. Ne trarranno qualche considerazione? Nel suo libro c’è anche una lezione per l’opposizione? “Difficile rispondere in breve”, sorride D’Alema. “Ma soprattutto è una domanda che va rivolta a loro, se ritengano che ci sia qualche spunto utile. Non lo devo certo dire io”, ci risponde l’ex presidente del Consiglio, il primo (post) comunista a Palazzo Chigi. E’ in partenza per “l’expo di Shanghai, dove vado tutti gli anni”. Poi tornerà a occuparsi della sua ultima fatica letteraria. Il tour è cominciato da Genova con Silvia Salis (e Andrea Orlando), poi su e giù per l’Italia, e proseguirà con altre tappe nelle quali si scorge anche un che di politico. E così tra qualche giorno, a Roma (la data segnata in rosso dovrebbe essere il 19, sondati anche Michela Ponzani e Valter Weltroni), D’Alema sarà con la segretaria del Pd. Del resto sono le settimane in cui cui l’opposizione si confronta sul programma e sul perimetro dell’alleanza, nonostante veti e richieste di garanzie. Ragiona di primarie e prepara la battaglia sulla legge di Bilancio. Temi che saranno all’ordine del giorno della segreteria del Pd, convocata da Elly Schlein oggi pomeriggio. Dalle parti del Nazareno sono sempre convinti della necessità di allargare, non solo alle forze parlamentari ma anche alla società civile e ai corpi sociali, il cui contributo dovrebbe finire nel programma del campo largo: un tentativo di raggiungere e mobilitare il popolo del referendum, più volte richiamato anche da D’Alema nelle sue presentazioni. E della cui necessità, per vincere contro, è convinto anche Roberto Speranza che – in una sorta di amarcord della pandemia – sarà con Giuseppe Conte e lo stesso ex premier a Milano il 28 novembre. Per quella data il programma del centrosinistra dovrebbe essere ormai quasi ultimato. La discussione che riguarda il centro, i centri, chissà. Il leader M5s non ha dimenticato la caduta del Conte II, continua a chiedere garanzie. E chissà che qualche rassicurazione non arrivi da D’Alema, che di Renzi è stato grande avversario politico quando l’ex sindaco voleva rottamarlo. Altri tempi.
E infatti, per chiudere questo il cerchio – e forse anche quello del campo largo – i due saranno protagonisti di un altro appuntamento, proprio a Firenze, il due dicembre. Con loro, a presentare “Eravamo comunisti”, è stato invitato anche Nicola Fratoianni: un altro che condivide almeno un po’ i dubbi di Conte. E che in fondo si augura che Goffredo Bettini abbia ragione: “Mi hanno insegnato che in politica non conta il pensiero che sta dietro, conta quello che si vede. Renzi ha fatto una scelta di campo netta e io mi fido”.
