Politica
L'intervista •
Parla il ministro Foti: "Le Midterm non cambiano il mondo, Trump resta Trump. Salvini? Vota per Kyiv"
Il ministro degli Affari europei al Foglio: "Le prossime elezioni non cambieranno Trump. Una coabitazione con i democratici non sarebbe la prima volta". I tagli alla manovra? "Quando sento la sinistra mi viene da citare un film: sotto il vestito niente. Schlein? Alice nel paese delle meraviglie"

Tommaso Foti - foto LaPresse
Foti e “voti”. Parla al Foglio, Tommaso Foti, il ministro per gli Affari europei, il “buon maestro” di FdI. Le midterm cambieranno il mondo? “Non cambieranno Trump. Rimarrà lo stesso. Non sarà né più aggressivo né più moderato. Non credo ci saranno effetti dirompenti. Una coabitazione con i democratici non sarebbe la prima volta”. Ministro, state affamando insegnanti e medici? “Quando sento la sinistra mi viene da citare un film: sotto il vestito niente”. Schlein? “Alice nel paese delle meraviglie”.
Dice “che la manovra andrebbe quantomeno letta ma a quanto pare alla sinistra piace dare una lettura distorta”. Ministro Foti, è “distorto” dire che state tagliando cattedre e sanità, e che al posto della fiamma avete le forbici? “Non vengono tagliate cattedre curriculari”. E allora che fate? “Abbiamo 800 mila insegnanti, 200 mila personale Ata. C’è una parziale mancata sostituzione del turn over, ma sa perché? Perché in Italia non si fanno figli, perché la sinistra, e quanto mi piacerebbe sentirlo, anziché parlare di denatalità, preferisce una propaganda bassa. Se dovessimo fare un rapporto in media, insegnanti-alunni, il rapporto di questo governo sarebbe il più favorevole in assoluto”. Perché De Pascale, il governatore della sua Emilia-Romagna, vuole lasciare la conferenza stato-regioni? E’ un disertore? “In verità dice anche che il bonus di trecento euro agli anziani, oltre 75 anni, è vergognoso, anziché salutarlo con favore. Evidentemente per la sinistra di De Pascale è importante curarsi solo nelle strutture pubbliche, strutture dove però la sinistra aumenta il ticket. Voglio essere educato. Le parole di De Pascale mi sembrano fuori luogo”.
Youssef scagionato, fuori dal carcere, anche per lei, come per Meloni, è una decisione vergognosa? “Le rispondo e le ricordo che è stata annullata una decisione di altri magistrati, non proprio dei passacarte”. Mi risponde sul “vergognoso”? “Lo faccio senza problemi. Perché la magistratura può criticare le decisioni del legislatore e la politica non può farlo con i magistrati? Non vorrei che in questo paese, la critica valga solo se si indossa la toga e non l’impermeabile dei politici”. Ministro, è rappresaglia cambiare la legge sugli aumenti dei magistrati? Vi volete vendicare? “E’ legittimo per il futuro evitare il perpetuarsi di questi aumenti automatici. Cosa direbbe un italiano, di fronte a un governo che con fatica trova 165 milioni per gli autotrasportatori, ma che liquida un miliardo per i magistrati?”. E però, il governo pagherà, c’è una sentenza. Perché rifiutarsi? “Perché quando si oppone una regione è un titolo di merito mentre è eversivo se a rifiutarsi di firmare un atto è Meloni? E’ vero, la sentenza andrà rispettata ma lo farà un commissario ad acta, non questo governo”.
Andiamo in America: si sente più sicuro con una coabitazione Trump-democratici o con Trump fuori controllo? “Non vorrei che in Italia si commettesse il solito errore. Le prerogative di Trump rimarranno le stesse. Non penso che ci saranno effetti dirompenti né se Trump perde né se vince”. Attaccherà l’Iran? “E’ da tre mesi che si parla di un attacco in Iran… Non dipenderà tanto dalla misura del voto espresso, ma voglio ricordare che di solito, in America, lo abbiamo visto, chi ride per primo, ride per ultimo”.
Foti, lei sorride quando sente Salvini parlare di Ucraina? “Il sostegno all’Ucraina diventerà sempre più strategico”. Salvini vi farà cadere? “Si troverà sempre una soluzione. Sostenere l’Ucraina equivale a sostenere gli interessi dell’Italia. Sono d’accordo a evidenziare che l’Europa, deve, ora, presto, subito, individuare una figura che a nome dei 27 possa parlare a un tavolo di pace”. Caro Foti, Vannacci non le fa più paura? Si è sgonfiato? “Ho sempre evitato di impiegare tempo prezioso a commentare le avventure di chi è uscito, ha abbandonato il centro- destra”. Calenda? “Vede, questa legge elettorale, toglie alibi a chi si ritiene diverso dal centrodestra e dal centrosinistra”. Ha sentito Meloni dire che non andrà al Colle? Foti chi ci manda? “La notizia è che Meloni con questa posizione annuncia che vuole governare altri cinque anni”.
La chiamano il “buon maestro di FdI”, lei non ascolta i giovani? “Ricordo la mia scuola, lo scantinato del liceo Respighi di Piacenza. Il Pnrr ha cambiato le scuole italiane. Criticare va bene, ma spaccare teste non c’entra nulla con le critiche. Vorrei suggerimenti”. A Schlein cosa suggerisce? “Di parlare meno di Meloni e più di Schlein, di quello che vuol fare. Mi piacerebbe un paese dove si chiacchiera meno e si ragiona di più”. Sarebbe una meraviglia? “Abbiamo anche un’Alice…”. Quando si vota? “Nel 2027”. A maggio o a ottobre? “E non è sempre il 2027?”.
Di più su questi argomenti
Carmelo Caruso, giornalista a Palermo, Milano, Roma. Ha iniziato a La Repubblica. Oggi lavora al Foglio
