Le (non) dimissioni di Romeo

  E’ finito il Congresso della Lega e Salvini, e a dire il vero non solo Salvini, si attende le dimissioni del capogruppo. Che dice: "Io non mi dimetto"

30 OTT 26
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(Foto Ansa)

Oh Romeo, perché resti Romeo, capogruppo della Lega al Senato? E’ finito il Congresso della Lega e Salvini, e a dire il vero non solo Salvini, si attende le dimissioni di Romeo capogruppo. Ci sono le firme dei senatori pronte, ma Romeo non lascia. Si è presentato alla Camera per il voto sul Csm ed era frizzantino, champagnino. Ai compagni deputati spiegava: “Mi vogliono sollevare? Io non mi dimetto. Io ho sempre rispettato l’indirizzo del segretario, ho gestito il gruppo con serietà e disciplina”. Al prossimo federale, Salvini vuole chiedergli espressamente le dimissioni. In verità, pensava che il giorno dopo Romeo si dimettesse. Tra pochi giorni iniziano i congressi provinciali a Brescia, Bergamo e Varese e la Salvini jugend, i ragazzotti lombardi fedeli a Salvini, proveranno a mettere in minoranza i segretari vicini a Romeo. La buona notizia? Garavaglia, dice adesso Salvini, “si merita la ricandidatura”. La lezione di questo Congresso? Mettete più Garavaglia nei vostri spadoni