Politica
La dichiarazione •
Meloni rivendica: "Non mi pento di essere stata vicina a Donald Trump"
La premier interviene nel nuovo libro di Bruno Vespa, parlando del suo rapporto con il presidente degli Stati Uniti: "Difendevo l'interesse nazionale. Tutto quello che ho fatto e che è stato utile all'Italia e all'occidente lo rifarei"

Donald Trump e Giorgia Meloni - foto LaPresse
"Non mi pento di essere stata molto vicina al presidente Trump all'inizio del suo secondo mandato". Lo dice la presidente del Consiglio Giorgia Meloni all'interno del nuovo libro di Bruno Vespa – "Storia della Seconda Repubblica. Da Berlusconi a Meloni, da Prodi a Schlein" – in uscita il prossimo 2 novembre. Nelle anticipazioni, la premier parla del suo rapporto con l'inquilino della Casa Bianca, spiegando che le sue scelte sono state fatte per "difendere l'interesse nazionale". Ad agosto, però, aveva ammesso in un'intervista al New York Times che "con Trump pensavo sarebbe stato più semplice".
"Ho avuto un buon rapporto anche con Joe Biden e sono stata criticata anche per questo – aggiunge la presidente del Consiglio –. A maggior ragione era naturale lavorare per costruire una relazione ancora più stretta con gli Stati Uniti una volta eletto Donald Trump". Per Meloni: "Gli Stati Uniti sono il nostro più importante alleato geopolitico e militare, il principale mercato extra europeo per i nostri prodotti, ospitano una comunità di italiani numerosissima e operosa, e molto altro ancora".
Dunque, spiega Meloni: "Quella vicinanza è stata davvero utile e anche molto apprezzata da tanti governi europei perché ha aiutato a tenere aperto il dialogo euroatlantico anche nei momenti di maggiore incomprensione e anche a ricondurre nel giusto ambito, quello della Nato, problemi complessi come la Groenlandia e la sicurezza dell'Artico. Tutte cose utili all'Italia, all'Europa e all'occidente. Tutte cose che rivendico e che rifarei".