Il compagno Acerbo: “Usciamo dalla Nato. Zelensky? Inneggia ai nazisti. Rizzo? Un rozzobruno. Parto per la Cina”

“Non ho inneggiato a Hamas ma sono garantista”. Quindi? “Quindi difendo la libera espressione di Siher, così come l’ha difesa la gip che l’ha scarcerato e come l’avrebbe difesa Marco Pannella”, dice il segretario di Rifondazione comunista
29 OTT 26
Ultimo aggiornamento: 08:43
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Foto Ansa

La Nato? “Dovremmo uscire dalla Nato”. Inneggiare a Hamas? “Non ho inneggiato a Hamas ma sono garantista”. Quindi? “Quindi difendo la libera espressione di Siher, così come l’ha difesa la gip che l’ha scarcerato e come l’avrebbe difesa Marco Pannella”. Parla al Foglio l’uomo del momento. Maurizio Acerbo, detto “Maturo”, che stasera sarà a cena con Andrea Crisanti. “Una persona splendida, un vero compagno, non un prestito ma un vero membro del mio partito, Rifondazione comunista”. Dopo la cena, Acerbo partità per la Cina. “Vado spesso a Pechino per dei convegni”. Respirerà dunque aria libera, vero ossigeno. Soprattutto dopo le ultime accuse da parte dei riformisti dem. Ma alt. “Non li chiami riformisti!”, ci dice. “Mio padre, operaio, era riformista. Turati era riformista. Quelli sono altro. Sono usurpatori di un titolo che non meritano”. Va bene. Ma Sandra Zampa e Filippo Sensi, almeno sulla carta, sono suoi alleati. O no? “Sono degli estremisti di centro. E poi mi nomina Zampa e Sensi ma dimentica Delrio. L’autore di un pericoloso testo liberticida”. Il ddl antisemitismo. “Schlein non c’entra nulla con loro. Né con uno come Matteo Renzi, che si fa pagare da bin Salman per parlare di rinascimento saudita mentre in confronto all’Arabia l’Iran è Woodstock: la condizione delle donne iraniane è Woodstock”. Confidiamo nell’iperbole e sosteniamo come lei la libertà d’espressione (assoluta).
Ma torniamo a Israele. Lei non inneggiava a Hamas? “No. Io condanno il terrorismo. Chi inneggia a Hamas è Netanyahu che al gruppo terroristico ha sempre fatto arrivare fondi dal Qatar e da altri paesi per impedire ai palestinesi di unirsi. Il primo fan di Hamas è Ben Gvir”. Ma la sua soluzione qual è? “Le soluzioni sono due. O quella dei due popoli e due stati, che poi è la posizione storica del centrosinistra prima che fosse infiltrato dai filoisraeliani, e dunque filofascisti, oppure che tutto il territorio della Palestina storica diventi uno stato laico, aconfessionale, democratico”. Dal fiume al mare? “Sì”. Che non dovrebbe più chiamarsi (né essere) Israele? “Questo lo decideranno quei popoli. Ma certo è la contraddizione del sionismo. E cioè di uno stato, oggi, etnoreligioso. Per il quale il genocidio è un progetto preciso. Uno stato che ha perso tutti i connotati socialisti degli albori. Ma già agli albori Einstein e Arendt individuavano in alcuni ebrei dei fascisti”. La politica estera è il suo forte. Schlein e Conte l’ascolteranno? A proposito, chi le piace di più? “Li stimo entrambi. E sono entrambi già in linea con me su tutto”. Eppure sul conflitto europeo i riformisti, ops estremisti, non lo sono. “Inorridiscano pure. Si sa cosa penso”. Cosa pensa? “Che sia una guerra folle, alimentata da un’informazione guerrafondaia. E parlo anche di voi, benché vi legga sempre”. Grazie. “Quand’ero parlamentare, tra il 2006 e il 2008, la posizione della Repubblica italiana era inflessibilmente contraria all’ingresso dell’Ucraina nella Nato. Si sapeva cos’avrebbe generato. Oggi invece l’Italia è andata appresso agli Usa, che hanno scatenato una guerra e se ne lavano le mani. Si fa passare Putin per Hitler, ma solo per non trattare con lui”. E invece chi è Putin? “E’ un conservatore, che ha incarcerato il mio compagno marxista Boris Kagarlickij e perciò non mi piace. Ma non è Hitler”. E Zelensky? “Zelensky rende omaggio ai peggiori collaborazionisti dei nazisti”. A chi? “Per esempio a Stepan Bandera. Insomma siamo seri!”. Lo siamo. “L’Ucraina non è la Svezia di Olof Palme. Basta con la propaganda di guerra e basta andar dietro al revanscismo tedesco di Merz”.
Le ricorda il revanscismo dopo la Prima guerra mondiale? “Mi ricorda esattamente quel periodo. Anche il Giappone si riarma, come la Germania, eppure dimentichiamo sempre i 30 milioni di morti in Cina provocati dal Giappone durante la Seconda guerra mondiale”. Lei ama Conte e Schlein. Ma è nel M5s che qualcuno dice di voler uscire dalla Nato. “E fa bene. Dobbiamo liberare l’Europa dall’ipoteca dell’alleanza atlantica. Ma ci arriveremo”. Anche Schlein ci arriverà? “Prima o poi si capirà che l’Europa deve far asse con il Brasile di Lula. Basta Nato”. Questo lo pensa anche il compagno Marco Rizzo, no? “Macché compagno!”. Tira aria di fratricidio. “E’ un rozzobruno, quello. Rozzo perché di rosso non ha niente. Lui fa asse con Meloni. Gli piace stare nei salotti. E’ un personaggio che disistimo profondamente”. Su Libero hanno scritto che alla maturità si rifiutò di rispondere a una domanda su D’Annunzio. “E’ vero. Non risposi. Perché sono antifascista".