Politica
nel carroccio •
Una Lega per tre: la contesa Sardone, Cisint, Ceccardi. Mentre il sud è in mora, ma c’è il “trucco”
E’ finito il Congresso della Lega ma si aprono le primarie di chi graffia più forte e prende a colpi di borsette i mullah: chi deve andare in segreteria? Il gioco di chi versa al partito
28 OTT 26

Foto Lapresse
Maranza, maranza delle loro brame, chi è la più feroce del reame? Silvia Sardone, Anna Maria Cisint o Susanna Ceccardi? E’ finito il Congresso della Lega ma si aprono le primarie di chi graffia più forte e prende a colpi di borsette i mullah. Salvini è stato riconfermato e ha perfino aperto al lodo Foglio, “Se Garavaglia è d’accordo, entrerà nella segreteria della Lega”. Adesso occorre formare la segreteria politica. E qui arriva il bello, ops, la contesa delle “tre Marie” (in Lega le chiamano così). Chi deve andare in segreteria? Sardone è già stata vicesegretario e forse verrà candidata sindaca a Milano. Ceccardi ha avuto ragione su Vannacci, ma Cisint, la sindaca anti moschee (ricordiamo sempre che ha cominciato con Angelino Alfano) non merita forse un ruolo? E che dire della banda dei ragazzotti, la Salvini Jugend? Andrea Crippa che si è sacrificato (era anche lui vicesegretario) vuole fare adesso il coordinatore delle regioni (era il ruolo di Calderoli; prestigiosissimo), ma anche Luca Toccalini (che è ha lasciato la carica di segretario della Lega giovani) aspira a un ruolo (aveva sfidato Max Romeo al congresso della Lega lombarda). Sono Giochi senza frontiere e Luca Zaia se ne guarda bene dal partecipare. Da una parte la Salvini Jugend e dall’altra “Le tre Marie”. Un altro consiglio gratuito per Salvini: tra le tre scelga Francesca Verdini, Evita Verdòn, e la moglie di Durigon. Francesca ha mostrato carisma, la moglie di Durigon è di un garbo che incanta. Forza donne leghiste! Contro le tre dame antimaranza, le leghiste di sostanza.
Ps. Sta girando tra i leghisti una fantastica griglia interna. Cosa ha detto Salvini al Congresso? “Sarò intransigente con chi non versa”. Ebbene, i leghisti sono andati a scartabellare i contributi e si sono accorti che ci sono parlamentari del sud che non pagano o che sono in arretrato. E’ il caso Nino Germanà, Valeria Sudano, Giampiero Zinzi, Anastasio Carrà, Aldo Patriciello. Abbiamo chiamato il vicerè di Napoli, Zinzi, ma non ha risposto. Abbiamo chiamato Sudano e neppure. Forse abbiamo trovato la soluzione. Non versano perché fanno di meglio: portano al partito dei contributi di aziende, dei contributi liberali. Se andate a guardare, in effetti, in questi ultimi mesi, piovono donazioni. Il sud ha fatto fesso il nord (Lega). Non vuoi versare? Trova un amico. Italia federale, trucco da manuale.
Di più su questi argomenti
Carmelo Caruso, giornalista a Palermo, Milano, Roma. Ha iniziato a La Repubblica. Oggi lavora al Foglio
